CIÒ CHE VALE – MISSIONE FRANCESCANA 2024 MARIANO COMENSE

Giorni di Grazia, pieni di *annuncio* di una Parola, *scoperta* di una Presenza, di *gioia* , di *incontro* con i fratelli, di *fraternità* che unisce , di *scandalo* per un annuncio che destabilizza e di tantissima *Luce* nei volti, nei cuori, di chi ha ascoltato, di chi si è fatto incontrare e di chi ha speso questi giorni per portare Cristo tra la gente e annunciare che esiste qualcosa per cui vale sempre la pena vivere!

L’annuncio più grande, la notizia più sconvolgente, la realtà più incarnata è che Gesù è Risorto! Ed è Vivo! CRISTO E’ VIVO!

Te lo ripetiamo anche noi, una coppia di sposi, semplice, di cristiani qualunque.

E la notizia che sconvolge è che la sua Resurrezione è anche la tua! Gesù vive, e ti vuole vivo! Con lui! Ora! Perché la morte non ha l’ultima parola sulla tua vita! Di fronte alla tua più grande morte, quella situazione che ti tiene bloccato, che ti fa stare male, che non ti rende libero, che ti opprime e ti fa vivere nella convinzione che nulla abbia più un senso nella tua vita, ora non devi più avere paura! Non sei da solo a portare il tuo dolore. Il Figlio di Dio si è fatto inchiodare ad una croce perché tu non ti sentissi più solo. E solo morendo per te, ha potuto ridonarti la Vita, quella Eterna, quella che già ora se vuoi anticipa il Cielo.

Dio, per capire quale fatica affronti da uomo: una perdita di lavoro, una relazione ferita, un tradimento, problemi con il tuo corpo, una malattia, .. etc. Ha deciso di farsi uomo, come te. E per salvarti dalla tua fatica ha deciso di farla sua, accogliendo la nostra fatica o paura più grande, quella della morte. Lui ha scelto, deciso, di morire: abbandonato dagli amici, lasciato solo da suo Padre che poteva tutto, odiato dalla gente, che aveva guarito. Accusato ingiustamente. Tradito con un bacio.

Deriso, violentato, picchiato. Hanno inneggiato alla sua morte. Peggio non c’è! Per capire la tua fatica, lui ha provato la peggior fatica!

Ma sceso negli inferi è risorto, lasciando il conteggio matematico dei morti incompiuto.

Per amarti! Tutto quello solo per amare te!

Lasciati andare, continua a lasciarti andare ad un Amore Grande che avvolge, sconvolge, e ti coinvolge.

Noi questa Luce che trasfigura, l’abbiamo vista ancora una volta nei bellissimi incontri fatti in questi giorni, nei tempi preziosissimi di ascolto e preghiera davanti al Santissimo. Nel sacramento della Riconciliazione che deve assumere l’importanza del pane quotidiano per un cristiano, nell’Eucarestia, nell’ascolto delle catechesi serali.

Ancor più la Luce ha abitato la nostra casa, e si è fatta viva e presente nei missionari che l’hanno abitata, che non solo ci hanno condotto dentro la Bellezza di questi giorni, ma ci hanno mostrato ciò che davvero Vale!

La missione al popolo si è conclusa, i nostri ospiti sono ritornati alle loro case e quotidianità. Negli arrivi c’è sempre un po’ di emozione, nelle partenze c’è sempre tanta commozione. Oggi in casa respiriamo una bellissima sensazione di nostalgia, che ci porta a ringraziare per i giorni appena trascorsi e a desiderare di viverne tanti altri con La stessa intensità.

Perché poi in fin dei conti la vera nostalgia che ci abita è quella di Dio.

Questa è un’altra grande verità: siamo fatti per nascere da amati, vivere per amare e continuare a vivere per Amore più vivi che mai!

Il nostro Filippo a conclusione di questi giorni ha condiviso con noi poche parole, ma quelle più importanti, perché ti danno il gusto di quello che viviamo e ci hanno aperto il cuore alla grazia. “…come i frati che non hanno i soldi, ma sono FELICI”.

Nulla mai per meno di questo!

Che la missione continui nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, di studio. Ovunque ci troviamo. Perché Gesù è Vivo!

Ospitando Carlo – cap. 3

Sveglia!!!!

Oggi giorno in cui ricordiamo Carlo che è salito al cielo, vogliamo partire con questa parola SVEGLIA! e donarvi questi ultimi due spunti, nati dal nostro sostare davanti alla sua reliquia e dall’ascolto di sacerdoti a lui vicini che ci hanno parlato di lui. E allora, iniziamo: Sveglia!

Carlo quando seppe della malattia disse: “il Signore mi ha dato una sveglia.”

Carlo è una sveglia per noi, per svegliarci dall’ordinario della vita.

Carlo ci aiuta a capire che ognuno di noi ha una via personale alla santità, ma molti non seguono la loro strada, seguendo le mode del tempo, si conformano agli altri. Molti muoiono fotocopie, ma tutti nasciamo originali.

Carlo ci insegna ad andare anche controcorrente al mondo, ci insegna che sostare davanti all’eucarestia trasforma la vita, la rende bella, originale!

Carlo diceva spesso “non io ma Dio”, Carlo ci insegna l’umiltà’ gioiosa. Che grande dono, che grande bellezza!

Carlo vicino alla morte, dice alla mamma: “muoio sereno perchè ho vissuto la mia vita senza sciupare un minuto di essa in cose che non piacciono a Dio.”

Carlo era un ragazzo come altri non perfetto, anche lui coi suoi difetti, pensate che si confessava tutte le settimane.

Ma la parola bella è quel “io muoio sereno”, è quel volto sereno che anche io ho incontrato nell’ultima estrema unzione.

Carlo non era un bigotto, aveva molti interessi, tra cui l’informatica. Ma aveva qualcosa di diverso: l’amore all’eucarestia, un amore approfondito con una frequenza quotidiana alla messa all’adorazione.

Lui diceva di raccontare a Gesù le cose di tutti i giorni.

Ciò che mi colpì fu la sua strada che lo rese celebre, l’eucarestia la mia autostrada verso il cielo.

L’autostrada non è un luogo facile, ci sono anche lì tante difficoltà: code, camion, ostacoli, sorpassi.

Carlo procede trasformato ad immagine di Gesù, e quando subentra la malattia lui è già immagine di Gesù, lui sa già offrire le sue sofferenze. Per lui contava l’amore e il dono di se stesso.

Carlo affronta la morte sereno perché poteva vedere faccia a faccia finalmente il suo amico Gesù.

La comunione ci fa sperimentare questo essere un tutt’uno con lui, ci fa sperimentare la santità.

sveglia!!

Questo è il tempo favorevole per amare e lasciarsi amare!

Dall’omelia di Mons. Alessandro Villa nel 2006 cappellano dell’ospedale San Gerardo di Monza, dove Carlo morì a causa di una leucemia fulminante

Beato Carlo Acutis 3/05/1991 – 12/10/2006

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secondo spunto:

Carlo ci aiuta a dire che ancora oggi si può avere dei punti di riferimento Santi belli, Carlo è un riferimento di santità moderna.

Carlo ci dice che anche oggi possiamo metterci in ascolto per accogliere una parola vera.

È possibile anche oggi vivere la gioia del Vangelo, rivivere la storia del popolo di Dio.

Questi giorni speciali possano essere come delle scintille per la nostra vita, un tempo di scelte, di decisioni, di fuoco.

L’incontro con Carlo possa suscitare delle scintille, e possa trasformare noi in scintille per gli altri.

La scintilla rappresenta la luce, il fuoco, il calore.

Carlo diceva che se stiamo al sole ci abbronziamo, se stiamo davanti all’eucarestia diventiamo santi.

Domandiamoci allora, ho il desiderio di stare davanti all’eucarestia?

abbiamo questo desiderio? Di finire sugli altari? Abbiamo il desiderio di santità? Di stare davanti al Signore?

Carlo ci aiuti a puntare alla santità, al Vangelo. Diceva Carlo, di mettersi davanti al Signore davanti all’eucarestia e lasciarsi trasformare.

L’eucarestia ci trasformi in scintille, in luce che porta la gioia del Risorto.

Il Beato Carlo diceva, se guardò il Signore trova la felicità, la tristezza la incontro se guardò verso il basso, verso me stesso.

Carlo voleva essere felice, e seguendo il Vangelo diventa felice.

Il Vangelo a me rende felice o triste?

Bisogna riscoprire il Vangelo, la bella Notizia, perché la nostra vita diventi una beatitudine continua.

Dobbiamo chiedere al Signore di insegnarci ad essere una chiesa gioiosa non una chiesa tradizionale, pesante.

Venerare un beato vuol dire guardare a chi ha seguito il Signore.

In ogni gesto piccolo nostro, nel nostro essere piccoli possiamo anche noi seguire il Signore.

Il Signore ci aiuti in questi giorni ad essere originali, non fotocopie.

Dall’omelia di sua eccellenza monsignor Giuseppe Vegezzi, vescovo ausiliare di Milano

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Concludiamo con alcune frasi di Carlo, da leggere e rileggere. Frasi semplici ma che mostrano la sua profondità nonostante la sua giovane età

.

Perché gli uomini si preoccupano tanto della bellezza del proprio corpo e non si preoccupano della bellezza della propria anima?

Il Rosario è la scala più corta per salire in cielo.

Non io ma Dio.

La vita è veramente bella solo se si arriva ad amare Dio sopra ogni cosa, il prossimo come noi stessi.

La felicità è lo sguardo rivolto verso Dio. La tristezza è lo sguardo rivolto verso se stessi.

La conversione non è altro che lo spostare lo sguardo dal basso verso l’Alto, basta un semplice movimento degli occhi.

Criticare la Chiesa significa criticare noi stessi! La Chiesa è la dispensatrice dei tesori per la nostra salvezza

Trova Dio e troverai il senso della tua vita

Solo chi fa la volontà di Dio sarà veramente libero.

Senza di Lui non posso fare nulla.


Continua a stare collegato con noi, nei prossimi giorni vogliamo portarti con un ultimo articolo a gustare il grande dono di Carlo passando la parola alla sua mamma

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

Stare con il tuo sposo, stare con Gesù!

Con il passaggio delle reliquie di Carlo Acutis in parrocchia abbiamo avuto modo di conoscere di più la sua vita, il suo vissuto.

Sono tante le cose che ci hanno colpito, ma una più di tutte ha suscitato in noi stupore e bellezza: il suo stare con Gesù, il suo stare davanti all’Eucarestia come solo un ragazzino adolescente sa fare.

Quella sera anche noi siamo stati in adorazione con Carlo davanti al Santissimo. Come ogni volta, è stato un momento di intimità speciale. Nel rientrare a casa quella sera però, ci siamo accorti di quanto ci mancano momenti in cui assaporare quella relazione con Gesù, di quanta bellezza ci sia in quello stare di fronte a Lui. È stato e dev’essere un po’ come quando accogli in casa un amico che non vedi da tempo, uno stare che ridona gusto. È come quello stare con tuo marito una sera voi due, che da quando vivi insieme e hai dei figli è un tempo che ti sfugge e che non hai più tanto spesso. Quello stare che ti spinge a dire: “Che bello! Vediamoci ancora domani”. Un po’ come è successo a Pietro, Giacomo e Giovanni quando sul monte con Gesù, non vogliono più scendere. (Mc 9,2-8). È troppo bello stare lì, è troppo bello stare con le persone che ami.

E tu con Gesù, Riesci a percepire questa bellezza ? Riesci ad assaporare questo tuo stare con Lui?

Quanto manca spesso la relazione a “tu per tu”con Lui, una relazione profonda da amico, intima, da sposo. Quanto ci manca quel tempo di intimità per dialogare con Lui. Carlo, -raccontava l’allora cappellano dell’ospedale di Monza – parlava a Gesù delle sue giornate, come fa un ragazzino con il suo papà. In modo semplice e naturale. Che bellezza! È in questo tipo di relazione che rimane il gusto buono dell’intimità con Lui. Saper stare con Gesù e parlargli in semplicità del nostro ordinario. Carlo non ha fatto altro che dialogare con Gesù nel modo in cui era capace in quel momento della sua vita. Quanto ci insegnano i più piccoli. Ci insegnano la semplicità, la genuità dello stare con chi si ama. Spesso cadiamo nelle logiche complesse dell’età adulta, crediamo di non aver niente da dirGli o al contrario cominciamo a fare discorsoni manco fossimo Aristotele e lo bombardiamo di domande e richieste infinite. Che bello invece inginocchiarsi di fronte ad un papà, di fronte ad una mamma, di fronte al proprio sposo, alla propria sposa, e parlargli semplicemente condividendo e comunicando l’amore ordinario che viviamo.

Stare davanti all’Eucarestia è bellezza per il cuore. È parlare del nostro vivere l’amore giornaliero con Lui, Amore Totale!

Ma Come fare a stare con Lui per così tanto tempo, magari ogni giorno?

Il lavoro, la casa, gli impegni, la cura verso il nostro sposo, la famiglia, i figli, dove incastro Gesù nel mio vivere? Nella società di oggi dove tutto corre veloce, e sembra di essere sempre saturi di tanto e di troppo, è difficile. Verrebbe da scriverlo in agenda “STARE CON GESU’”, per fissare con Lui un appuntamento; ovviamente se troviamo spazio, sennò sarà per un’altra volta. Quanto sarebbe invece bello e genuino non scrivere nulla in agenda, e tenerci uno spazio libero, bianco per lasciare che nel riposo trovi spazio l’Amore.

Da sposi, non è sempre facile però trovare questi momenti silenziosi e fermare il tempo. Ma forse il bello sta proprio qui: non possiamo non guardare al nostro vivere l’amore per il nostro sposo, per la nostra famiglia e non accorgerci che in ogni cosa che facciamo, in ogni attività o gesto di cura, lasciamo un’impronta indelebile d’amore. Anche quando ci sembra di compiere il gesto più piccolo e insignificante, stiamo invece mostrando Gesù sposo, Gesù che si fa padre, madre, misericordioso, Gesù che si prende cura, che ci accompagna, che fa festa per noi…

La relazione con Gesù la coltivo, la vivo ogni giorno celebrando i gesti d’amore che la mia vocazione mi chiama a vivere. Così tutto diventa sicuramente più bello e ha un senso!

Ci sono momenti però che tutto questo sembra non bastare.. . E qui veniamo forse al passo in più, all’andare oltre questi primi spunti, al centro del nostro articolo… e Carlo ci ha aiutati a riscoprire ancora una volta qual’è la relazione intima che salva.

Non fermiamoci a un gesto d’amore. Pretendiamo di più ancora.

Il nostro stare con la persona che si ama ci insegna che amare è anche quello stare a contatto, quel baciarsi, toccarsi, abbracciarsi che se è fondamentale in un amore sponsale, dev’essere fondamentale anche nel rapporto con Gesù. Questo rapporto è il centro di tutte le vocazioni.

A volte non basta vivere dei gesti d’amore quale preparare tutti i giorni il pranzo per il marito, o portare la moglie fuori a cena, o regalarle dei fiori, gesti bellissimi dove c’è amore, dove incontri l’Amore. Ma tuo marito, alla sera, lo vuoi anche abbracciare, toccare, salutare con un bacio. È un contatto che ti fa stare bene, che traduce in concretezza l’Amore sponsale. D’altronde qual’è il gesto più alto di Amore per gli sposi? Non risiede forse nel rapporto intimo, sessuale?

Lo stesso è con Gesù, puoi vivere tanti gesti d’amore ma lo vorrai poi Abbracciare, Accogliere, sentire la sua carne viva su di te, stare in intimità con Lui?

Ecco l’adorazione Eucaristica, ecco la sua presenza fisica, ecco quel contatto di cui ci nutriamo e di cui dobbiamo aver bisogno. Un contatto fisico, un contatto visivo, una presenza che ci invade.

Per riassumere, un po’ come per il mio sposo, del quale ho bisogno di perdermi fa le sue braccia e nutrirmi di quel contatto fisico che mi dona pace, mi rassicura, mi fa sentire protetta, accolta, desiderata, così anche con Gesù, ho bisogno di tornare a quel contatto e perdermi in un suo abbraccio. Perdermi in un incontro come la Comunione Eucaristica, come l’adorazione, che è esplosione di Luce, percezione di santità.

Quando ti comunichi a volte sembra di non avere le parole. Voglio parlargli e lo faccio a mio modo, ma mi rendo conto che quelle parole non bastano, e allora resto lì, semplicemente lì, davanti a Lui ad assaporare la sua presenza di cui in quel momento i miei sensi si nutrono.

Che cosa rende così speciale quel rapporto intimo con Gesù?

Concludiamo con un ultimo spunto:

Gesù è Unione sempre!

Stare davanti a Gesù eucarestia ti restituisce una viva percezione di quanto Lui non ti lasci mai solo. E lo faccia mettendoti in intima unione anche con le persone che oggi non sono presenti fisicamente accanto a te. Ti accorgi così di come Lui sia il collante, sia Unione e in quel momento li rende presenti accanto a me, accanto a te, come in un abbraccio. Rende presenti i nostri figli saliti al cielo, la mamma, i nonni Santi Angeli custodi, e gli stessi cari Santi che pur non avendo conosciuto di persona sono entrati a far parte delle nostre amicizie del Cielo, proprio come Carlo Acutis, che è venuto come un amico e ci ha portato questi nuovi spunti di bellezza.

Per altre info su come stare davanti all’Eucarestia, chiedete a lui, maestro a 15 anni di Adorazione! Che bellezza!

(Dagli spunti-appunti di Anna)