Ritorniamo, a guardare a Gianna! Alla sua vita straordinaria nell’ordinario.
Di Gianna che già sappiamo moglie e madre ci ha colpito questa frase che viene detta di lei: “Gianna si interroga, pregando e facendo pregare sulla sua vocazione, che considera anch’essa un dono di Dio. … il Signore la chiama alla vocazione del matrimonio e, Gianna l’abbraccia con tutto l’entusiasmo e si impegna a donarsi totalmente “per formare una famiglia totalmente cristiana”.
Che bello! Prega e fa pregare, si interroga e poi abbraccia con entusiasmo, e si impegna a donarsi totalmente! Che pienezza! Che bei verbi di movimento nell’amore!
Si impegna ad amare, a vivere l’essere sposa, l’essere madre in pienezza.
Vuol dire che non vivacchia facendo la mamma, ma vive veramente il suo essere madre, il suo essere moglie.
Lo vuol fare al 100%, farlo bene!
Non è stupendo già questo? Trovare qualcuno che vuole fare bene un lavoro, che si impegna, che ci mette il cuore. È quel che chiediamo ai nostri figli quando vanno a scuola o quando fanno un hobby, è quel che un tifoso chiede ai giocatori della squadra in campo. Quello che chiede un titolare al suo lavoratore! Impegnati, abbraccia, prega la tua vocazione!
Lei ha accolto e ha cercato di far bene quel che di semplice la vita gli ha chiesto: essere sposa, poi madre e poi medico.
Ieri per noi, erano 7 anni che abbiamo detto sì, che abbiamo accolto il dono di diventare sposi, di vivere una vita insieme, la bellezza dell’amore e la sua fatica, il suo sacrificio. (In compagnia neanche a farlo apposta di un’altra Santa: Madre Teresa di Calcutta che veniva canonizzata e che oggi la Chiesa festeggia)
Ma riflettevamo proprio che anche noi abbiamo fatto un qualcosa di ordinario: detto sì all’amore. Ad una proposta: “Anna mi vuoi sposare?” “Sì”
Tutto qua !! Tutto qua !!
Niente di complicato, nessuna mission impossibile, abbiamo solo deciso di vivere insieme l’ordinario. Forse è proprio qui che risiede la grande bellezza della scelta. Rinunciare all’amore per sé stessi, per preferire l’amore di Dio per e con l’altro.
Ecco la straordinarietà: vedere nell’ordinario la potenza grandiosa dell’amore di Dio per noi è vivere in funzione di questo.
Ecco perché ieri ricordavamo quel giorno come se fosse il giorno del nostro Sì all’altare. Perché in fondo, quello è stato il primo passo consapevole a una vita che si è fatta centuplo per noi.
La vita, la vocazione, la dobbiamo voler vivere noi in pienezza, con Lui, cercando ogni giorno di comprendere il Mistero Grande dell’amore, cercando ogni giorno di comprendere cosa vuol dire essere padre, madre, sposo, sposa.
Noi non ci sentiamo in questo straordinari ma più che ordinari, perché non ci potremo mai dire arrivati o giudicare giusti per quel che facciamo. Ma possiamo ogni giorno gareggiare nell’amarci, nell’amare e soprattutto nel lasciarci amare.
Ognuno, come noi, con i propri limiti, difetti, errori, cadute, peccati, fatiche, sbagli.
Ma rimanendo sempre in partita, nella partita o corsa dell’amore! Verso il paradiso!
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Vi salutiamo ripotandovi delle frasi dagli appunti di Gianna, su cui è bello fermarsi per gustarle con la mente e con il cuore:
gli cediamo la parola perché sia lei ad indicarci la strada.
PREGHIERA
“La preghiera è la ricerca di Dio che sta nei cieli, e ovunque poiché è infinito …
Chi non prega, non può vivere in grazia di Dio.
Pregare, pregare bene, pregare molto. Non solo quando abbiamo bisogno di grazie, non solo per chiedere.
La vera preghiera è quella
di adorazione: riconoscimento della bontà, dell’amore di Dio
di ringraziamento: sono un nulla, eppure un corpo, ho dei doni, tutto tuo dono – il mondo l’hai creato per me. Vediamo la mano di dio dappertutto, e ringraziamolo.
Di perdono
Di richiesta: non solo le cose materiali, ma “cercare prima il Regno dei Cieli”, la grazia, il Paradiso per noi e per gli altri.
Pregate e vi santificherete – santificherete – vi salverete.”
(quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, 1944 – 1948)
VOCAZIONE
“Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicità terrena ed eterna …
Che cos’è la vocazione? È un dono di dio – quindi viene da Dio. Se è un dono di Dio, la nostra preoccupazione deve essere quella di conoscere la volontà di dio. Dobbiamo entrare in quella strada:
- Se Dio vuole – non forzare mai la porta
- Quando Dio vuole
- Come Dio vuole
Conoscere la nostra vocazione – in che modo?
- Interrogare il Cielo con la preghiera
- Interrogare il nostro direttore spirituale
- Interrogare noi stessi – sapendo le nostre inclinazioni.
Ogni vocazione è vocazione alla maternità – materiale – spirituale – morale, perché Dio ha posto in noi l’istinto alla vita.”
(quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, 1944 – 1948)
LA GIOIA
“Il segreto della felicità è di vivere momento per momento, e di ringraziare il Signore di tutto ciò che Egli nella sua bontà ci manda giorno per giorno.”
“Il mondo cerca la gioia ma non la trova perché lontano da Dio. Noi compreso che la gioia viene da Gesù, con Gesù nel cuore portiamo gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta”
(quaderno dei ricordi durante i SS. Esercizi, 1944 – 1948)
AMORE E SACRIFICIO
“Amore e sacrificio sono così intimamente legati, quanto il sole e la luce.
Non si può amare senza soffrire e soffrire senza amare.
Guardate alle mamme che veramente amano i loro figlioli: quanti sacrifici fanno, a tutto sono pronte, anche a dare il proprio sangue purché i loro bimbi crescano buoni, sani, robusti! E Gesù non è forse morto in croce per noi, per amore nostro! È col sangue del sacrificio che si afferma e conferma l’amore.
Quando Gesù, nella S. Comunione, ci mostra il suo cuore ferito, come dirgli che lo amiamo se non si fanno sacrifici da unire ai suoi, da offrirgli per salvare le anime? E qual è la maniera migliore per praticare il sacrificio? La maniera migliore consiste nell’adorare la volontà di Dio tutti i giorni, in tutte le piccole cose che ci fanno soffrire, dire, per tutto quello che ci succede: “Fiat: la tua volontà, Signore!” E ripeterlo cento volte al giorno! Non sono solo le grandi penitenze: portare il cilicio, digiunare, vegliare, dormire sulle tavole ecc., che fanno sante le anime, ma il vero sacrificio è quello di accettare la croce che Dio ci manda – con amore, con gioia e rassegnazione …
“Amiamo la Croce” e ricordiamoci che non siamo sole, a portarla, ma c’è Gesù che ci aiuta e in Lui, che ci conforta, come dice S. Paolo, tutto possiamo.”
(anni 1945 1946)
Un caro saluto – Anna e Ste – Cercatori di Bellezza
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