In questi giorni è difficile non parlarne.. molti lo fanno a volte con il rischio e la presunzione di parlare troppo e noi non vorremmo cadere in questa trappola.
Nuova guerra, quella in Ucraina non ha ancora trovato pace, il Nagorno-karabakh sanguina e ora anche la nostra amata Terra Santa fuma, di esplosioni di bombe.
Ogni volta il cuore viene pesantemente tramortito, trafitto e sanguina di lacrime che faticano ad asciugarsi.
È questo che fa la guerra quando colpisce indirettamente. Tu, tranquillo nella tua casa, con la tua famiglia, ad ascoltare notizie che gelano il sangue.. e che poi tanto tranquillo non ti fanno stare. (Speriamo che sia così che l’indifferenza non ci abiti al tal punto da non vivere il dolore del fratello).
Le notizie, a volte ti tolgono il già poco sonno della notte, altre volte condizionano fortemente i tuoi pensieri e ti fanno fare domande a cui non sempre trovi pronta risposta. È così sempre.
Ma poi.. bastano pochi giorni che i media voltano pagina e torna il silenzio mediatico, che ti fa scordare del prossimo che sta fuori casa tua.
Torni, sempre tu, nella tua casa, con la tua famiglia, preso dai tuoi quotidiani e inderogabili impegni… tiri giù la clare. E dimentichi. E cosa più grave ancora, non preghi più. (Ammesso che in un mondo sempre più de-cristianizzato, preghi ancora e soprattutto credi con fede nella forza della preghiera)
È questo che succede ogni volta. Per qualunque paese, città, casa, fratello, che muore..
Europa, Medio Oriente, Africa.. migliaia di focolai, non importa quanto grandi, perché sempre distruttori e omicidi di Vita.
E in tutto questo, Lui dove sta? Si è forse dimenticato di noi? Perché?
….. siamo ritornati a sfogliare con tanta gratitudine in questi giorni alcune delle miriade di foto che abbiamo scattato in Terra Santa nel passato 2018. Eccolo dov’è Lui.
Si proprio Lui, quel Padre che a volte ci sembra sparire dalla circolazione e dalla nostra limitata visuale. Proprio quel Padre, ha scelto di farsi creatura scegliendo la natura umana, la povertà, la miseria. Ha scelto una mangiatoia circondata da sterco, è dovuto fuggire perché qualcuno lo voleva già morto prima quasi ancora di nascere, non è stato accolto Là dove si faceva amore. O che peggio alla fine è stato inchiodato alla croce, si son divisi le sue vesti per prendersi beffe di Lui fino alla fine.
Incredibile oggi pensare che ha scelto di illuminare una terra dove regna la divisione, dove ora abita il buio e il terrore della morte.
Poteva nascere in Africa, dove l’odio e il male non è minore che in Medio Oriente o in un continente più in pace. Invece ha scelto proprio la Palestina, Israele, è quello il luogo dove il demonio ha perso la sua battaglia, e per questo non si da pace.
Tutto questo non ha senso, eppure Lui un senso ce lo ha dato lo stesso. L’unico appiglio a cui aggrapparsi, l’unica Luce che ci indica la salvezza. L’unico Amore per cui vale la pena perdere la propria vita, innocente.
Siamo stati in questa Terra Santa, ne abbiamo calpestato il suolo, respirato l’aria, mangiato dei frutti della sua terra, siamo stati scaldati (e sudati) del calore del suo sole, abbiamo pregato, pianto, riso, ci siamo posti domande e abbiamo ascoltato risposte meravigliose per la nostra vita. Abbiamo incontrato gente, parlato con loro, li abbiamo osservati nel bene e nel male. Abbiamo incrociato volti. Storie. Abbiamo vissuto il Quarto Vangelo.
Navigando, camminando nei luoghi dove anche Lui ha camminato, ha navigato, ha pescato.
Facendoci Amare, nei luoghi trasfigurati dall’Amato.
Non smettiamo di pregare! Per questa terra. Per i suoi figli. E per tutte le terre e i figli del Mondo che non trovano ancora pace.
Urliamo, uniti forti nella preghiera, per una Pace Eterna! È la terra-casa di Gesù, della nostra fede!
Ma noi, oltre a pregare che altro possiamo fare? Come stare noi Italiani, noi distanti davanti a queste guerre?
Noi uomini che vogliamo la pace, cosa facciamo per la pace?
C’è una cosa in effetti ed è proprio la preghiera che ce lo insegna: scegliere la Volontà del Padre (il Bene), perdonando i fratelli e vivendo in pace con chi ci circonda.
Partiamo allora, dai legami più stretti, che a volte sembrano i più difficili. Te che vuoi la pace, alimenti la guerra o la pace in famiglia? Con i genitori, con i fratelli. Ancor più con tua moglie, con tuo marito, figli, o al lavoro.
Tu che vuoi la pace, che odi chi fa la guerra, come ti poni nella tua vita quotidiana? Vivi la pace con chi hai attorno o sei anche tu complice di quell’odio che qua e là, ha il sopravvento.
Stai cercando di lavorare affinché la pace parta anche da quel piccolo gesto di amore che puoi far tu verso il tuo vicino?
Curioso che vogliamo, invochiamo, preghiamo per la pace lontana da casa e non disattiviamo le mine seminate fuori dalla porta di casa nostra, sul pianerottolo del vicini o sotto la sedia di quel parente alla tavola di Natale.
Curioso che proprio oggi la Sacra scrittura ci manda Lc,11 “Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra.” Curiamo allora la nostra casa, la nostra famiglia, cerchiamo la pace vicina e genereremo nel nostro piccolo anche la pace più grande.
La guerra nasce nel cuore dell’uomo dove non abita la pace.
Ogni gesto di amore è una piccola goccia nel grande mare che è il mondo.
Allora avanti! Ne abbiamo di cose da fare!
La terra ha bisogno di tanta acqua! Ha sete di amore! …. E di preghiera….
……………………………………………………………………………………………………………………………………………………..
Anna e Ste – Cercatori di bellezza