Forte come la morte è l’amore!

Vogliamo ripartire da questo titolo, da questa espressione che prendiamo in prestito dal nome di un corso che a gennaio si terrà ad Assisi con la pastorale familiare. 

Perché questo titolo? Che centra con noi? 

Ci siamo accorti che ci stavamo facendo abitare dalla morte, rinchiusi in quei sepolcri che purtroppo son come tombini aperti dove cadi dentro e fatichi ad uscire. 

Un sacerdote profetico a cui vogliamo un gran bene, anni fa ci disse: “se vi volete dedicare ad essere servi e testimoni del mistero grande del matrimonio,  sappiate che state scegliendo di incamminarvi su una strada pericolosissima. Preparatevi alle tentazioni e alla fatica” 

All’inizio non capimmo, poi il sacerdote ci motivò e ci spiegò dove e come si muove la mano dell’angelo caduto dal cielo. 

In quegli anni vivevamo con gioia l’essere sposi novelli, la bellezza del testimoniare, dell’aprire le porte di casa, dell’offrire il nostro tempo in servizio alle coppie..etc. 

Poi siamo caduti nel tombino della morte: l’essere una famiglia che cerca di raccontare con la vita la bellezza di essere sposi, genitori, dell’amore e del sacramento matrimonio ci ha posto davanti alle tentazioni del cornuto. 

Amicizie perse per “colpa dei social”, legami tagliati e mai purtroppo ricuciti nonostante il perdono sia esperienza centrale nella vita dei cristiani. Attacchi da amicizie e realtà sociali. Cattiverie, malelingue. E poi c’è la gelosia, l’invidia, che ci ha chiuso tante porte, che ti tiene lontano, che ti esclude, che non ti fa essere accolto, perché se PROVI a vivere con maggiore convinzione l’essere cristiano, o l’essere sposo, l’essere famiglia, l’essere felice perché amato, la gente non ti vuole. Dai fastidio perché con il tuo vivere metti in discussione il loro vivere. 

E allora ci siamo nascosti, come il quel sepolcro, in cui si rinchiudono i morti, in cui il cornuto vince. Perché lui vuole proprio questo che la vita, l’amore, la coppia, muoiano. 

Una coppia di sposi è testimone in carne dell’amore di Dio, è volto dell’amore di Dio, (prendiamo in prestito le parole di un sacerdote) “Il matrimonio è un riproduttore di dinamismi trinitari che oggi giorno sennò si faticano a vedere. Solo Dio e’ per sempre, quindi scegliere di amarsi per sempre e’ scegliere un amore che è destinato a crescere come l’amore di Dio. 

Il matrimonio è partecipare dell’infinito amore amante di Gesù Cristo”. 

E allora capite perché l’angelo del male ci vuole far cadere nei tombini della morte? 

Ora capite la bellezza di quel titolo? Lo vedevamo rimbalzare tra le pagine social: “Stefano, Anna: forte come la morte è l’amore”. 

Lo scriviamo anche a te che stai leggendo perché risuoni anche nel tuo cuore: PIÙ FORTE DELLA MORTE È LA VITA E’ L’AMORE! 

Non lasciate che il cornuto vi chiude in una stanza: la vita ha vinto e vincerà sempre! Uscite ancor a testimoniare con la vita la bellezza dell’amore, del maschile e del femminile, della vita che nasce, della tenacia nel momento nella prova perché il Signore è con noi SEMPRE! 

.. to be continued .. a presto e buona domenica 

CIÒ CHE VALE – MISSIONE FRANCESCANA 2024 MARIANO COMENSE

Giorni di Grazia, pieni di *annuncio* di una Parola, *scoperta* di una Presenza, di *gioia* , di *incontro* con i fratelli, di *fraternità* che unisce , di *scandalo* per un annuncio che destabilizza e di tantissima *Luce* nei volti, nei cuori, di chi ha ascoltato, di chi si è fatto incontrare e di chi ha speso questi giorni per portare Cristo tra la gente e annunciare che esiste qualcosa per cui vale sempre la pena vivere!

L’annuncio più grande, la notizia più sconvolgente, la realtà più incarnata è che Gesù è Risorto! Ed è Vivo! CRISTO E’ VIVO!

Te lo ripetiamo anche noi, una coppia di sposi, semplice, di cristiani qualunque.

E la notizia che sconvolge è che la sua Resurrezione è anche la tua! Gesù vive, e ti vuole vivo! Con lui! Ora! Perché la morte non ha l’ultima parola sulla tua vita! Di fronte alla tua più grande morte, quella situazione che ti tiene bloccato, che ti fa stare male, che non ti rende libero, che ti opprime e ti fa vivere nella convinzione che nulla abbia più un senso nella tua vita, ora non devi più avere paura! Non sei da solo a portare il tuo dolore. Il Figlio di Dio si è fatto inchiodare ad una croce perché tu non ti sentissi più solo. E solo morendo per te, ha potuto ridonarti la Vita, quella Eterna, quella che già ora se vuoi anticipa il Cielo.

Dio, per capire quale fatica affronti da uomo: una perdita di lavoro, una relazione ferita, un tradimento, problemi con il tuo corpo, una malattia, .. etc. Ha deciso di farsi uomo, come te. E per salvarti dalla tua fatica ha deciso di farla sua, accogliendo la nostra fatica o paura più grande, quella della morte. Lui ha scelto, deciso, di morire: abbandonato dagli amici, lasciato solo da suo Padre che poteva tutto, odiato dalla gente, che aveva guarito. Accusato ingiustamente. Tradito con un bacio.

Deriso, violentato, picchiato. Hanno inneggiato alla sua morte. Peggio non c’è! Per capire la tua fatica, lui ha provato la peggior fatica!

Ma sceso negli inferi è risorto, lasciando il conteggio matematico dei morti incompiuto.

Per amarti! Tutto quello solo per amare te!

Lasciati andare, continua a lasciarti andare ad un Amore Grande che avvolge, sconvolge, e ti coinvolge.

Noi questa Luce che trasfigura, l’abbiamo vista ancora una volta nei bellissimi incontri fatti in questi giorni, nei tempi preziosissimi di ascolto e preghiera davanti al Santissimo. Nel sacramento della Riconciliazione che deve assumere l’importanza del pane quotidiano per un cristiano, nell’Eucarestia, nell’ascolto delle catechesi serali.

Ancor più la Luce ha abitato la nostra casa, e si è fatta viva e presente nei missionari che l’hanno abitata, che non solo ci hanno condotto dentro la Bellezza di questi giorni, ma ci hanno mostrato ciò che davvero Vale!

La missione al popolo si è conclusa, i nostri ospiti sono ritornati alle loro case e quotidianità. Negli arrivi c’è sempre un po’ di emozione, nelle partenze c’è sempre tanta commozione. Oggi in casa respiriamo una bellissima sensazione di nostalgia, che ci porta a ringraziare per i giorni appena trascorsi e a desiderare di viverne tanti altri con La stessa intensità.

Perché poi in fin dei conti la vera nostalgia che ci abita è quella di Dio.

Questa è un’altra grande verità: siamo fatti per nascere da amati, vivere per amare e continuare a vivere per Amore più vivi che mai!

Il nostro Filippo a conclusione di questi giorni ha condiviso con noi poche parole, ma quelle più importanti, perché ti danno il gusto di quello che viviamo e ci hanno aperto il cuore alla grazia. “…come i frati che non hanno i soldi, ma sono FELICI”.

Nulla mai per meno di questo!

Che la missione continui nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, di studio. Ovunque ci troviamo. Perché Gesù è Vivo!

Filippo, un lupo non amato!

Ciao Giulia, ciao Filippo, hanno scritto in tanti, vogliamo provarlo a fare anche noi.

Lo facciamo, sottolineando la bellezza dell’amore. E forse stuzzicando tutti noi, saliti ora sul carro dei giusti ma che poi tanto giusto lo siano davvero? Interroghiamoci insieme. 

Cosa vuol dire amore? Cos’è l’amore? Sai amare? Hai mai ferito o sei stato ferito in amore? Qual’è stata la tua reazione?

Ancor più importante chiederci: ti sei mai sentito non amato? Magari tradito? Solo? Con il culo a terra? Schiacciato da un masso che sapevi di non poter portare. 

Quindi tu sai amare? Sei sicuro?

E pensare che cos’è l’amore ce l’hanno detto, scritto, ripetuto da secoli e secoli.. 

ma ti hanno mai detto che ci si fa male ad amare? 

O forse ti han mai insegnato a non uccidere, in ogni sua forma, fisica, verbale, corporea o psicologica.

Forse tu sei fra quelli che pensa di non aver mai ucciso, che non ucciderà mai, tu maestro di amore, che hai ucciso il tuo amore “per sempre”: divorziando, che hai limitato il tuo essere madre/padre per lo stesso motivo, che hai litigato con un amico e non lo vedi o non ci parli più da tempo, che non fai pace e non parli più con quel parente con tuo padre. Come chiami tutto questo? .. amore? .. ho i miei dubbi.. sai amare? 

Il contrario dell’amore quel’e’? La morte? No! La morte è il contrario della vita, il contrario dell’amore e’ il possesso. Possesso di chi vuole una ragazza come proprietà, di chi vuole una terra a tutti i costi (ucraini/russi/palestinesi/israeliti …), di chi vuole essere ricco a tutti i costi, di chi vuole un figlio a tutti i costi, di chi vuole la salute, la felicità, .. di chi non vuole più badare ad un anziano… di chi vuole il suo diritto e a cui tu non puoi dar fastidio..

Di chi non si sente amato e per questo è costretto ad occupare il suo vuoto di amore con il possesso! Distruggendo la sua vita a volte o quella di altri.. 

Oggi chi attacca quel ragazzo, chi grida vendetta, ci sta solo mostrando ancora una volta solo la faccia del possesso, voglio giustizia x me, voglio sicurezza x me, per i miei figli.. sta vivendo anche lui di possesso, non di amore, sta imbracciamo le armi, come ha fatto Israele. E guerra sia, giusto difendere i miei diritti: “hanno attaccato ho il diritto di difendermi”. Ognuno a difendere il suo possesso di vita. Ma nessuno ad insegnare ad amare, nessuno a comprendere che l’amore non è amato! Che abbiamo bisogno di amore, amore che converte i cuori. 

Abbiamo bisogno oggi di tornare prima di tutto a comprendere cosa vuol dire amare e a lasciarci amare. 

San Francesco nel 1400 ci insegnava ad amare il lupo di Gubbio di cui tutti avevano pura per dirci che non esistono lupi cattivi ma soltanto lupi non amati. 

Purtroppo abbiamo costruito una società contro la famiglia, contro la vita, sempre più sessuologa, pornografica, liberalizzata. In cui è tutto amore, ognuno è libero di amare come vuole. Vuoi amare il gatto, il cane, puoi farlo.. basta che non tocchi la mia sfera. 

Ogni cosa invece ha una sua radice, una sua verità. L’amore ha una radice ben precisa. Solo davanti al dolore, comprendiamo quale sia la verità dell’amore, ma domani scenderemo ancora in piazza a gridare a favore di tutto ciò che non è amore, non è vita. 

L’etica, la ragione, l’educazione, i valori, la fede, l’amore non se li è tolti da solo quel ragazzo, ma glieli abbiamo tolti tutti noi che ora siamo sul carro dei giusti ma che fino a ieri non ci siamo accorti del fratello che aveva bisogno di aiuto ..

Non da meno è la morte di una neonata di 8 mesi, si chiama Indi, e dei medici hanno deciso che la sua vita era meno importante di quella di Giulia, … non da meno la morte di tanti anziani o malati per i quali abbiamo scelto che la loro vita non era più importante, non serviva più.. non da meno la morte di tanti bambini che a poche settimane di vita abbiamo ucciso abortendo perché … ??

Siamo sempre noi, quelli che 20 gg fa, giravamo le case, riempivano le discoteche e i pub vestiti da morte e mostri, con il sangue pitturato sul viso, … guardiamo ora, 20 giorni fa travestiti di quello che è successo, specchio della nostra società. 

“E ma halloween è una festa”, certo.. puoi festeggiare vestito da mostro, ma attacchi chi lascia che quel mostro lo abiti anche in un giorno feriale, uccidendo nella vita. Curioso non trovi?  

Guardiamo le nostre case… ci stiamo dirigendo verso il Natale, cosa scegli per casa tua? Un comune Pino con delle palle (co****ni) appese o un simbolo che ci ricorda la vita? Che ci ricorda l’amore, che ci ricorda la semplicità e bellezza di un bambino che nasce, la sua gioia, l’amore tra un uomo e una donna. No, l’albero fa più Natale, ha le luci. Il presepe è troppo anticipo, radice, cattolico, .. non ha nulla da dire.

Ogni giorno da genitore possiamo scegliere se raccontare l’amore in casa nostra, al lavoro, al bar, o se vivere scelte sterili che sanno di indifferenza o possesso. 

Guardiamo alla vita dei giovani fidanzati, chi si occupa di loro? Chi li aiuta a comprendere come vivere le fatiche e le ferite dell’amore?

Chi li guida ad amarsi a capire se stanno vivendo bene il loro fidanzamento? Che esempio hanno davanti a loro due giovani fidanzati di 18/20/25/30 anni?

Noi che cerchiamo di spenderci in questo, notiamo davvero un vuoto societario e una fatica grande anche della Chiesa.

Aiutiamo questi giovani, aiutiamo i fidanzati! Hanno bisogno di figure importanti sul cammino della vita, dell’amore!

Per concludere quindi: non attacchiamo quel giovane, non attacchiamo il genere maschile, o femminile che sia. Non saliamo sul carro dei giusti, di quelli che sanno amare. Che vogliono insegnarci la vita e l’amore… 

Siamo coerente con noi stessi! 

E semplicemente preghiamo in silenzio, perché l’amore non è amato! 

Che la morte di Giulia, come tutte le morti che avvengono ogni giorno perché noi permettiamo al male di avanzare e incalzare nelle nostre vite, possa non lasciarci più nell’indifferenza.  

Finché il figlio di Dio non ritornerà su questa terra, il male continuerà ad approfittare per espandersi. Ma noi possiamo scegliere di impedirgli di dominare le nostre vite. 

Non entriamo nella sua logica malata. Cominciamo ad Amare sul serio… per non lasciare che queste cose accadano ancora, per non lasciare una Giulia indifesa, per non lasciare che un altro Filippo cresca infelice e non Amato. 

Non possiamo rimediare alla tragedia conclusa, ma possiamo e dobbiamo iniziare a cambiare il nostro sguardo e il nostro cuore…Siamo noi il cambiamento. 

Ora, torniamo a guardare a cose’ l’amore e la sua bellezza perché tanti anni fa qualcuno ci aveva detto cosa vuol dire amore…. Ma non gli abbiamo dato ascolto.

Corinzi 1 – Capitolo 13  

[1]Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna.

[2]E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla.

[3]E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova.

[4]La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, [5]non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, [6]non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. [7]Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. [8]La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. [9]La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. [10]Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. [11]Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato. [12]Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto.

[13]Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità!

Il testo sopra scritto, vecchissimo. Chi l’ha scritto non era laureato, non era diplomato.. eppure è stato capace di dirci cos’è l’amore. 

Vuoi andare indietro di molti più secoli: “ama il prossimo tuo come te stesso”! 

Ma ancora più indietro: (omettiamo addirittura  i primi tre.. )

Onora tuo padre e tua madre

Non uccidere.. NON UCCIDERE! 

Non commettere atti impuri

Non rubare

Non dire falsa testimonianza

Non desiderare la donna d’altri .. COMPRENDI?

Non desiderare la roba d’altri

Volete esempi più moderni? Contemporanei… ci son i santi di ieri e di oggi, ci sei tu, che se vuoi puoi scegliere ogni giorno la vita e l’amore … e di lasciarti amare.


Anna e Ste – Cercatori di bellezza

Lettera da Ezio! – Sorreggiamo la fede

 Ciao!    Felicissima santa Pasqua!

           “Gironzolando” alla ricerca d’altro sui siti di internet, mi sono imbattuto in uno scultore,

Sergio Rodella.   Ha preso molto sul serio la Sindone, e, partendo dalla sua accertata tridimensionalità, 

ha ricostruito fisicamente il Corpo di Gesù.  Non e’ il primo, ma l’ esito del suo meticoloso lavoro (del 2022), e’ un autentico spettacolo di Bellezza! : e’ perfettamente corrispondente alla Sindone, e’ un corpo armonico, imponente, di un fascino tutto particolare:

“Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!” : gli dicono le donne nel Vangelo.

E le donne se ne intendono!

Di fatto, bloccando il video su quel Corpo e contemplandolo, mi prende una vertigine inaspettata:

con la Sindone,  Gesu’ ci ha regalato non solo la sua “fotografia” , ma anche la fisicita’ del suo Corpo:  il Corpo di Lui, straziato , morto e sepolto, ma soprattutto risorto!  …. 

Mi prende un brivido : e’ il Corpo della sua temporalita’ , ma anche della Sua Eternita’!

Cioe’ , e la vertigine aumenta, e’ il Corpo della Sua liberta’ assoluta! , non piu’ vincolato dal tempo, dallo spazio, da ogni tipo di necessita’ …  Gia’ camminava sulle acque, ma ora mangia solo per la bellezza della Compagnia con gli Amici …  Lo riconosci solo con la Fede (Maria, Emmaus), ma Lo tocchi (Tommaso) perche’ la Fede si consolidi! : non e’ un fantasma , anche se passa attraverso i muri : e’ vivo davvero! : non e’ una fantasia di donne vaneggianti,  ne’, tanto meno, mia! : son 2.000 anni di persone,  di Popoli,  di un Popolo tutto particolare,  e di Storia!

          Contemplando quel Corpo, il Corpo di Gesu’, la vertigine cresce, si dismisura: “ La realta’  e’ Cristo!” –  afferma senza esitazioni s. Paolo!

Cioe’  tutto l’Universo consiste di Lui!

Cioe’  l’unico Essere necessario,  l’Essere assolutamente spirituale che ha creato le Stelle, si e’ dotato di un Corpo fisico  che delle Stelle e’ il frutto!  : “figlio delle Stelle” come ognuno di noi!

Ha voluto coinvolgersi nella fisicita’ che aveva creato, a partire da quel lontanissimo “ Fiat Lux!”, “Sia la Luce!”,  “ Siano gli scontri atomici e stellari  generanti il carbonio di cui e’ fatta la nostra fisicita’…!”    

Un Misterioso Cammino di Fisicita’ , di Spiritualita’, di Divinita’  a cui,  in Gesu’ , siamo chiamati.  Come Persone e come Comunita’ … : Proprio “a somiglianza“ di Dio, Uno e Trino!

          Forse per questo gli Angeli ribelli si sono ribellati:   

          “Noi, puri Spiriti, adorare una fisicita’ ?!, il Dio_Uomo Gesu’ ?! ”  Non sia mai!”

          Da qui il tremendo scontro dell’Apocalisse… E l’eterna lotta contro di Lui risorto e contro chi Lo segue…

Un giorno, mi trovavo a pregare il Rosario vicino al corpo di Rosa, una mia lontana parente.

Arriva una sua cugina anch’essa molto anziana, semplice, proprio del nostro popolo :

+ Ciao Rosetta   –  le dice, baciandola sulla fronte –   Guarda,  sei ancora bella … Toccava a me, che sono piu’ anziana …      – Sospira e si rivolge a me:

+ …eravamo molto legate da ragazze; seminavamo le patate insieme …  Lei mi portava tutte le cose buone: le castagne, i funghi … Non quelli velenosi, eh!… Sono morti un parente , sua moglie e uno dei figli … Noi no, i nostri funghi erano tutti buoni ….   – Si rivolge ancora alla salma: –  Adesso sei qui …  Che brutta fine che facciamo! …

– Ma poi risorgiamo !  – Le dico sorridendo –  … Muore provvisoriamente solo il nostro corpo!   

+ Mah, chissa’ se  e’ vero!

M’ha detto che va a Messa : allora  lo dice anche lei nel Credo : “ Credo la risurrezione della carne …  la Resurrezione dei morti e la vita che verra’ …”

+ Si’, ma…

Guardi che Gesù e’ risorto davvero! …

+ Questo si’ …

– e ha promesso che anche noi risorgeremo se gli stiamo attaccati … anche il nostro corpo, come il Suo,  riprendera’ vita e saremo davvero contenti per sempre …

La vedo risollevata:

+ Meno male! – esclama –  Allora e’ vero!  …

              Resto sorpreso … Anche la Fede dei semplici ha bisogno di essere sorretta! 

Eppure anche dentro la nostra fisicita’ , come quella di Rosetta,  ci sta dentro tutto il Mistero

grandioso e inesplorabile dello stesso Corpo fisico di Gesu’, straziato, morto, e risorto!.

                    Piu’ che un “Passaggio” ci appare come un vero tunnel  quello della morte fisica!

                    Ma il bello, il grande, il Mistero immenso, e’ che questa “Pasqua_Passaggio”  alla

      Vita  e’ certa!  anche  per me e per te!     Auguri grandi!  e gioiosi!

                  

Ciao!    Ezio

Amore o non amore!?…Grazie!

Ah l’amore! Domani è San Valentino!

Il giorno degli innamorati, il giorno in cui si celebra l’amore. Il giorno in cui un mazzo di rose o una cena fuori o un cioccolatino lo si riceve o lo si regala. Il giorno in cui un’attenzione in più tra le mura domestiche ti raggiunge, il giorno in cui anche solo con un abbraccio o un bacio provi ad amare e ti lasci amare.

Grazie! Perché anche se è una festa dettata un po’ dal consumismo, san Valentino celebra l’amore!

Grazie perché una volta all’anno sul calendario troviamo segnato un cuore che ci ricorda di amare.

Ora svoltiamo: se lo guardiamo dall’altro lato della medaglia, dal lato, credo, della maggioranza delle persone, san Valentino è una festa tutt’altro che bella. Chi perché l’amore fatica a incontrarlo e si ritrova a vivere il giorno degli innamorati, volendo amare, ma senza avere una persona accanto da amare. Chi con l’amore si è ferito e non ci crede più, e non si mette in gioco più, e non gli apre più la porta del cuore. Chi “con l’amore ha già dato”: con una storia lunga, un matrimonio, una convivenza e ora vive con l’indifferenza all’amore, come se si potesse vivere senza amore.

Eh già! L’amore, è la cosa più bella di tutte, eppure anch’esso ci mette in disaccordo, ci fa schierare fra gli amanti e i non amanti. Fra i pro amore e i non amore.

Eh già! L’amore, il sentimento più forte che fa smuovere le montagne, che ti rialza dalla morte, che ti trasforma e ti rende folle nel periodo dell’innamoramento, che ti chiama a donare tutto di te, che ti chiama a generare vita, è anche quello che se non lo si sa usare ti butta nella fossa.

Quante coppie spaccate, quanti divorzi, quante convivenze che dopo saltano, quanti matrimoni che magari dopo molti anni finiscono. È questo il risultato dell’amore?

No! Come può succedere? Come si può cambiare schieramento? Come si può passare dal vedere il bello del vivere l’amore, al vivere la rassegnazione o l’odio o l’indifferenza?

Tutto quel che si rompe non ha origine nell’amore! Perché l’amore è vita, è dono.

Il problema è che bisogna ogni giorno interrogarsi e cercare la bellezza dell’amore!

Stolto chi pensa di saper amare, di saper cos’è l’amore. Perché l’amore è qualcosa di infinito più grande di noi, pertanto irraggiungibile, ma che dobbiamo provare a vivere con tutte le nostre forze.

Oggi è la vigilia di san Valentino, la vigilia del giorno di chi è innamorato, di chi si ama, eppure non troviamo facilmente chi ci spiega come vivere l’amore! L’amore quello vero, quello per sempre, quello che si fa spreco e dono gratuito. L’amore che si lascia lavare i piedi, servire e che ti cambia il cuore.

Che poi, come diceva un frate amico, l’amore o è vero o non lo si può chiamare amore. Lo chiameremo vogliamoci bene, vogliamoci tanto tantissimo bene, ma non amore.

Oggi vogliamo incoraggiarci tutti a risvegliare l’appetito dell’amore! Tutti! Chi si è da poco innamorato, chi è sposato da cinque, dieci o quarant’anni di matrimonio, chi è stato appena lasciato, chi lo cerca senza trovarlo, chi continua sempre a fallire. Tutti!

Diceva Chiara Corbella: “L’Amore è il centro della nostra vita, perché nasciamo da un atto d’amore, viviamo per amare e per essere amati, e moriamo per conoscere l’amore vero di Dio”.

Quante volte ripetiamo questa frase! Quanto ci piace!

L’amore è il centro della nostra vita! Non possiamo stare senza! Coraggio! Senza amore non si può vivere!

Perché il contrario dell’amore è il possesso, è la morte.

Il significato della parola amore è “senza morte”.

Allora la bellezza della parola amore è andare oltre la morte, è la vita, è dare la vita. Amare è far trionfare sempre per sua natura la vita sulla morte, il bene sul male. Bellissimo!

Certo poi la parola amore racchiude in sé anche le sue forme di Eros, Agape e Philia. Termini che descrivono l’amore secondo caratteristiche che predominano l’una sull’altra come attrazione, bisogno, condivisione, donazione perché L’Amore non è solo quello sponsale o più superficialmente genitale, ma racchiude in sé anche una relazione genitoriale, materna e paterna, filiale, fraterna, amicale, filantropica…

Che cosa grande l’amore!

L’amore è insito in ogni uomo e donna. Fin dalla nascita siamo spinti ad andare l’uno verso l’altro, ad entrare in dialogo, ad interagire.

L’amore è insito in noi dalla creazione nostra e del mondo. C’è qualcuno che con un atto di amore ci ha generato, c’è qualcuno che con un atto di amore ci ha portato in grembo, ci ha voluto, custodito, desiderato, accolto, dato alla luce.

E c’è qualcuno più grande ancora che ci ha chiamato alla vita con il soffio dello Spirito, e ci ha dato le istruzioni per vivere la nostra vita: amarci! (rileggiti Genesi 2)

Va bene, forse la stiamo facendo lunga.. avremmo pagine di appunti e spunti che vorremmo condividere.

Diamo un colpo di forbice e vi diciamo: oggi, domani, sempre, accogliti/accorgiti di quanto sei amato!

Domani dovete amare la vostra vita!

Mettere i piedi giù dal letto e dire: grazie!

Grazie perché mi ami, grazie perché sono in piedi, sveglio, grazie perché magari vado al lavoro, ho una moglie, ho dei figli. Grazie perché ho fatto colazione.

Grazie per il sole e questa Alba splendida, grazie per il freddo e l’alternarsi delle stagioni. Per tutta questa grande ricchezza.

Solo riconoscendosi figli amati dal Padre e da chi abbiamo attorno possiamo amare dello stesso amore che ci è dato.

Cosa aspetti a dire il tuo grazie?

Buona festa di san Valentino, buona festa degli innamorati! Aggiungiamo noi buona festa dell’amore!

Non si esaurisca a domani però la gratitudine di essere figli amati, ma da domani viviamo ogni giorno amando e lasciandoci amare.

Solo nell’amore troviamo la nostra vocazione vitale per affrontare ogni giorno, sia che siamo sposi, single, sacerdoti, religiosi, vedovi o divorziati.

Concludiamo con un breve monito di Papa Benedetto XVI, che in poche righe esprime quanto detto fino a qui, ricordandoci qual è il vero e unico senso della nostra chiamata alla vita:

“Fa sì che l’amore unificante sia la tua misura, l’amore durevole la tua sfida, l’amore che si dona la tua missione”

 (Papa Benedetto XVI)

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45° giornata per la vita!

Oggi una domenica bella! Bellissima!

Una domenica bella come il Natale, dove non c’è spazio per la tristezza, per il grigiore.

Oggi si celebra la vita!

La giornata per la vita non dev’essere volta solo a celebrare l’aspetto della natalità. Tema importante, centrale, radicale. Ma come il Natale non è solo la nascita di un bambino in una mangiatoia ma molto, molto di più.

La giornata per la vita riguarda tutti, perché non solo chi è in gravidanza, chi vive la maternità, chi ha vissuto un dolore neonatale deve sentirsi parte di essa.

Anche tu, vivi e hai il dovere di vivere e non vivacchiare! Anche tu puoi donare vita, puoi aiutare la vita, puoi incoraggiare la vita, puoi custodire la vita, puoi accogliere la vita.

Pensiamo al ruolo dei nonni quando in casa c’è un bambino piccolo.

Pensiamo all’importanza delle coppie di amici affianco nel cammino.

Pensiamo ai bambini, come hanno bisogno di giocare tra loro per vivere la vita.

Pensiamo ai giovani che cercano la bellezza della vita, che vivono l’amore, che si interrogano sulla loro vocazione, che fanno del bene.

Pensiamo ai volontari, agli educatori, …

Anche tu hai il dovere di prender parte alla vita!

Ma cos’è la vita?

Convenite con noi che è qualcosa di importante, un po’ come il cibo o l’acqua. L’uomo ha bisogno di sfamarsi, ha bisogno di bere, ha bisogno di vita e di vivere.

Ma io mangio regolarmente, faccio colazione, pranzo, cena… ma vivo? Genero vita?

Se la vita è importante come il cibo, forse di più, … cosa faccio per la vita?

Cos’è la vita? vediamo etimologicamente cosa vuol dire:

Vita: che è da ricondursi alla radice ariana giv- ed, in particolare, al sanscrito g’ivathas = vita, dove la g’ aspirata è stata sostituita dalla v nel latino arcaico vivita che, a sua volta, si è contratta nel latino vita. Per vita si intende lo “stato di attività della sostanza organizzata”.

Si dice che la vita sia l’unica bolla di resistenza contro il caos, l’unico sistema capace di mantenere costante il livello di entropia (caos…) al proprio interno.

La vita è ciò che ci permette di essere qui ancora oggi a parlare perché qualcuno l’ha donata a noi, perché noi possiamo donarla ad altri. La vita è ciò che non è morto, finito, esaurito, distrutto; la vita è la speranza di un futuro, è immagine di eternità.

Amore e vita si intrecciano, la vita è incatenata all’amore, è unita ad esso e non ci può essere vita se non c’è amore. Ed è folle l’uomo che pretende di vivere senza amare e di amare senza vivere.

Impossibile pensare di non amare, poter dire “io non amo”, io non so cosa sia l’amore. Una persona che vive senza amare non riesce a vivere. Una persona che ama senza vivere è fuori natura perché la natura dell’amore è la vita.

Cos’è allora la vita se non Amare! La spiegazione di ciò che è vita è racchiusa nell’amore.

Vivi tu? Ami tu?

Chi vive ama!

E chi ama vive! E crea vita!

Proviamo a dircelo in un altro modo:

Vita, parola che illumina, come se fosse lo spazio bianco attorno a tutte queste lettere nere di inchiostro, messo a dura prova nel mondo attuale dalle variabili di un mondo che ci sta togliendo la bellezza dell’amore e del sesso, sue parti vitali. Dove sta la bellezza dell’amare se ho paura di far nascere nuova vita? Come un contadino che ara e lavora la terra ma non vuol vedere nascere il frutto del suo lavoro.

Amore vuol dire etimologicamente SENZA MORTE e quindi VITA. Amore è Vita.

La vita è amare e riconoscerci amati, sentirsi amati, e comprendere che la vocazione inscritta nel cuore di ognuno di noi è l’amore, siamo fatti per amare. “L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non l’esperimenta e lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente” (Giovanni Paolo II Redemptor hominis n. 10.)

È meraviglioso amare ed essere amati, ma tale fascino non cresce spontaneamente, richiede un impegno di tutte le energie. Bisogna imparare ad amare con il cuore e con il corpo.

Non ami se sei posseduto dal sesso, che brucia in te la vera capacità di amare. Il corpo è mezzo espressivo dell’amore. Non hai amore se sei abbandonato e guidato dai tuoi istinti, intrisi d’egoismo. Non sei libero nel vortice dei sensi, ma posseduto. Solo nella libertà si ama veramente. Dominare l’egoismo e le passioni ad esso legate dovrebbe essere la tua gioia, per far emergere l’autenticità della tua umanità, che è fatta per l’amore.

Solo impegnandoci a comprendere cos’è l’amore diventiamo gaudi, felici, vivi perché l’amore è vita e solo l’amore rende attraente la vita.

Possa la giornata di oggi farci riconoscere che è importante celebrare la vita.

Possa incoraggiarci ad amare per far crescere la vita intorno a noi.

Possa risvegliarci dal nostro sonno in cui viviamo anestetizzati in una vita che non vive. In una vita che vivacchia. In una vita dove i piedi sono in due scarpe. Dove camminiamo ma in una rotatoria dove il bello e il brutto si ripetono ma non si prende mai una direzione. Vivi!

Possa risvegliarci dal vivere appoggiati come parassiti ad un altro, o ad un idolo che non ci fa vivere ma ci toglie vita. Vivi!

Un santo Papa disse una frase semplice un giorno, ma che forse tutti ricordiamo: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!!”

Abbiamo solo questa vita per vivere! Fanne un capolavoro. Non vivendo esperienze estreme, egoistiche, che nascono dal tuo io. Ma vivendo l’amore!! Abbiamo solo una vita per amare! Il capolavoro lo dipingi se pitturi un quadro -per gli altri! –

Ci hai già provato? E sei caduto? Hai fallito?

Rialzati subito! Non hai un’altra occasione. Riparti!!

Non ti abbiamo detto che era facile fare un capolavoro. Anzi te lo diciamo: è faticoso! Ma per questo sarà stupendo…

Concludiamo citando un altro gigante bianco:

“Fa sì che l’amore unificante sia la tua misura,

l’amore durevole la tua sfida,

l’amore che si dona la tua missione”

(Papa Benedetto XVI)

Alla prossima: restare vivi!!

Anna e Ste – @Cercatori di bellezza