CIÒ CHE VALE – MISSIONE FRANCESCANA 2024 MARIANO COMENSE

Giorni di Grazia, pieni di *annuncio* di una Parola, *scoperta* di una Presenza, di *gioia* , di *incontro* con i fratelli, di *fraternità* che unisce , di *scandalo* per un annuncio che destabilizza e di tantissima *Luce* nei volti, nei cuori, di chi ha ascoltato, di chi si è fatto incontrare e di chi ha speso questi giorni per portare Cristo tra la gente e annunciare che esiste qualcosa per cui vale sempre la pena vivere!

L’annuncio più grande, la notizia più sconvolgente, la realtà più incarnata è che Gesù è Risorto! Ed è Vivo! CRISTO E’ VIVO!

Te lo ripetiamo anche noi, una coppia di sposi, semplice, di cristiani qualunque.

E la notizia che sconvolge è che la sua Resurrezione è anche la tua! Gesù vive, e ti vuole vivo! Con lui! Ora! Perché la morte non ha l’ultima parola sulla tua vita! Di fronte alla tua più grande morte, quella situazione che ti tiene bloccato, che ti fa stare male, che non ti rende libero, che ti opprime e ti fa vivere nella convinzione che nulla abbia più un senso nella tua vita, ora non devi più avere paura! Non sei da solo a portare il tuo dolore. Il Figlio di Dio si è fatto inchiodare ad una croce perché tu non ti sentissi più solo. E solo morendo per te, ha potuto ridonarti la Vita, quella Eterna, quella che già ora se vuoi anticipa il Cielo.

Dio, per capire quale fatica affronti da uomo: una perdita di lavoro, una relazione ferita, un tradimento, problemi con il tuo corpo, una malattia, .. etc. Ha deciso di farsi uomo, come te. E per salvarti dalla tua fatica ha deciso di farla sua, accogliendo la nostra fatica o paura più grande, quella della morte. Lui ha scelto, deciso, di morire: abbandonato dagli amici, lasciato solo da suo Padre che poteva tutto, odiato dalla gente, che aveva guarito. Accusato ingiustamente. Tradito con un bacio.

Deriso, violentato, picchiato. Hanno inneggiato alla sua morte. Peggio non c’è! Per capire la tua fatica, lui ha provato la peggior fatica!

Ma sceso negli inferi è risorto, lasciando il conteggio matematico dei morti incompiuto.

Per amarti! Tutto quello solo per amare te!

Lasciati andare, continua a lasciarti andare ad un Amore Grande che avvolge, sconvolge, e ti coinvolge.

Noi questa Luce che trasfigura, l’abbiamo vista ancora una volta nei bellissimi incontri fatti in questi giorni, nei tempi preziosissimi di ascolto e preghiera davanti al Santissimo. Nel sacramento della Riconciliazione che deve assumere l’importanza del pane quotidiano per un cristiano, nell’Eucarestia, nell’ascolto delle catechesi serali.

Ancor più la Luce ha abitato la nostra casa, e si è fatta viva e presente nei missionari che l’hanno abitata, che non solo ci hanno condotto dentro la Bellezza di questi giorni, ma ci hanno mostrato ciò che davvero Vale!

La missione al popolo si è conclusa, i nostri ospiti sono ritornati alle loro case e quotidianità. Negli arrivi c’è sempre un po’ di emozione, nelle partenze c’è sempre tanta commozione. Oggi in casa respiriamo una bellissima sensazione di nostalgia, che ci porta a ringraziare per i giorni appena trascorsi e a desiderare di viverne tanti altri con La stessa intensità.

Perché poi in fin dei conti la vera nostalgia che ci abita è quella di Dio.

Questa è un’altra grande verità: siamo fatti per nascere da amati, vivere per amare e continuare a vivere per Amore più vivi che mai!

Il nostro Filippo a conclusione di questi giorni ha condiviso con noi poche parole, ma quelle più importanti, perché ti danno il gusto di quello che viviamo e ci hanno aperto il cuore alla grazia. “…come i frati che non hanno i soldi, ma sono FELICI”.

Nulla mai per meno di questo!

Che la missione continui nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, di studio. Ovunque ci troviamo. Perché Gesù è Vivo!

LA PREGHIERA – A scuola da Papa Francesco cap.4

Alla scuola di Francesco Catechesi sulla preghiera

…, noi preghiamo, domandiamo, eppure a volte le nostre preghiere sembrano rimanere inascoltate. Ma come mai può essere questo? …Ma se Dio è Padre, perché non ci ascolta? …perché non risponde alle nostre richieste? …

La preghiera non è una bacchetta magica: è un dialogo con il Signore. In effetti, quando preghiamo possiamo cadere nel rischio di non essere noi a servire Dio, ma di pretendere che sia Lui a servire noi.

Quando preghiamo dobbiamo essere umili: questo è il primo atteggiamento per andare a pregare, perché le nostre parole siano effettivamente delle preghiere e non un vaniloquio che Dio respinge.

Nella preghiera, è Dio che deve convertire noi, non siamo noi che dobbiamo convertire Dio.

Vediamo che a volte la risposta di Gesù è immediata, invece in qualche altro caso essa è differita nel tempo: sembra che Dio non risponda.

Il tempo di Dio non è il nostro tempo.

…è la fede che sostiene la preghiera.

Signore, dammi la fede! Che la mia fede cresca! Chiedere questa grazia, di avere fede. Gesù, nel Vangelo, dice che la fede sposta le montagne. Ma, avere la fede sul serio.

…Il male è signore del penultimo giorno: ricordate bene questo. Il male mai è un signore dell’ultimo giorno, no: del penultimo, il momento dove è più buia la notte, proprio prima dell’aurora. Lì, nel penultimo giorno c’è la tentazione dove il male ci fa capire che ha vinto: “Hai visto? ho vinto io!”. Il male è signore del penultimo giorno: l’ultimo giorno c’è la risurrezione. Ma il male mai è signore dell’ultimo giorno: Dio è il Signore dell’ultimo giorno. Perché quello appartiene solo a Dio, ed è il giorno in cui si compiranno tutti gli aneliti umani di salvezza. Impariamo questa pazienza umile di aspettare la grazia del Signore, aspettare l’ultimo giorno. Tante volte, il penultimo giorno è molto brutto, perché le sofferenze umane sono brutte. Ma il Signore c’è e all’ultimo giorno Lui risolve tutto.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210526_udienza-generale.html

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

LA PREGHIERA – A scuola da Papa Francesco cap.3

Alla scuola di Francesco – Udienza generale – Catechesi sulla preghiera

…Portate il messaggio del Papa a tutti. Il messaggio del Papa è che io prego per tutti, e chiedo di pregare per me uniti nella preghiera.

E parlando della preghiera, la preghiera cristiana, come tutta la vita cristiana, non è una “passeggiata”. Nessuno dei grandi oranti che incontriamo nella Bibbia e nella storia della Chiesa ha avuto una preghiera “comoda”. Sì, si può pregare come i pappagalli – bla, bla, bla, bla, bla – ma questa non è preghiera. La preghiera certamente dona una grande pace, ma attraverso un combattimento interiore, a volte duro, che può accompagnare periodi anche lunghi della vita. Pregare non è una cosa facile e per questo noi scappiamo dalla preghiera. Ogni volta che vogliamo farlo, subito ci vengono in mente tante altre attività, che in quel momento appaiono più importanti e più urgenti.

Il silenzio, la preghiera, la concentrazione sono esercizi difficili, e qualche volta la natura umana si ribella. Preferiremmo stare in qualsiasi altra parte del mondo, ma non lì, su quella panca della chiesa a pregare. Chi vuole pregare deve ricordarsi che la fede non è facile, e qualche volta procede in un’oscurità quasi totale, senza punti di riferimento. Ci sono momenti della vita di fede che sono oscuri e per questo qualche Santo li chiama: “La notte oscura”, perché non si sente nulla. Ma io continuo a pregare.

Combattere nella preghiera. E tante volte la preghiera è un combattimento. … la preghiera fa dei miracoli, perché la preghiera va proprio al centro della tenerezza di Dio che ci ama come un padre. E quando non ci fa la grazia, ce ne farà un’altra che poi vedremo con il tempo. Ma sempre occorre il combattimento nella preghiera per chiedere la grazia. Sì, delle volte noi chiediamo una grazia di cui abbiamo bisogno, ma la chiediamo così, senza voglia, senza combattere, ma non si chiedono così le cose serie. La preghiera è un combattimento e il Signore sempre è con noi.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210512_udienza-generale.html

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Alla scuola di Francesco – Catechesi sulla preghiera

Distrazioni, aridità, accidia

Pregare non è facile: ci sono tante difficoltà che vengono nella preghiera. Bisogna conoscerle, individuarle e superarle.

…Il primo problema che si presenta a chi prega è la distrazione. Tu incominci a pregare e poi la mente gira, gira per tutto il mondo; il tuo cuore è lì, la mente è lì … la distrazione dalla preghiera. La preghiera convive spesso con la distrazione. Infatti, la mente umana fatica a soffermarsi a lungo su un solo pensiero.

…Le distrazioni non sono colpevoli, però vanno combattute. .. con la “vigilanza”.

Un discorso diverso merita il tempo dell’aridità.

…il pericolo è avere il cuore grigio: quando questo “essere giù” arriva al cuore e lo ammala … e c’è gente che vive con il cuore grigio. Questo è terribile: non si può pregare, non si può sentire la consolazione con il cuore grigio! O non si può portare avanti un’aridità spirituale con il cuore grigio.

Il cuore dev’essere aperto e luminoso, perché entri la luce del Signore. E se non entra, bisogna aspettarla con speranza. Ma non chiuderla nel grigio.

Poi, una cosa diversa è l’accidia, un altro difetto, un altro vizio, che è una vera e propria tentazione contro la preghiera e, più in generale, contro la vita cristiana. L’accidia è «una forma di depressione dovuta al rilassamento dell’ascesi, a un venire meno della vigilanza, alla mancata custodia del cuore» . È uno dei sette “vizi capitali” perché, alimentato dalla presunzione, può condurre alla morte dell’anima.

Come fare dunque in questo succedersi di entusiasmi e avvilimenti? Si deve imparare a camminare sempre. Il vero progresso della vita spirituale non consiste nel moltiplicare le estasi, ma nell’essere capaci di perseverare in tempi difficili: cammina, cammina, cammina … E se sei stanco, fermati un po’ e torna a camminare. Ma con perseveranza.

…tante volte, anche protestare davanti a Dio è un modo di pregare o, come diceva quella vecchietta, “arrabbiarsi con Dio è un modo di preghiera, pure”, perché tante volte il figlio si arrabbia con il papà: è un modo di rapporto con il papà; perché lo riconosce “padre”, si arrabbia …

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210519_udienza-generale.html

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

LA PREGHIERA – A scuola da Papa Francesco cap.1

Alla scuola di Francesco Dall’udienza generale di oggi 07/04/2021, Papa Francesco che ci parla, ci spiega la preghiera

Nel link sotto potete leggere tutta l’udienza, è pura bellezza!

“Oggi vorrei soffermarmi sul legame tra la preghiera e la comunione dei santi. In effetti, quando preghiamo, non lo facciamo mai da soli: anche se non ci pensiamo, siamo immersi in un fiume maestoso di invocazioni che ci precede e che prosegue dopo di noi.

….

Le preghiere – quelle buone – sono “diffusive”, si propagano in continuazione, con o senza messaggi sui “social”: dalle corsie di ospedale, dai momenti di ritrovo festoso come da quelli in cui si soffre in silenzio…

Le preghiere rinascono sempre: ogni volta che congiungiamo le mani e apriamo il cuore a Dio, ci ritroviamo in una compagnia di santi anonimi e di santi riconosciuti che con noi pregano, e che per noi intercedono, come fratelli e sorelle maggiori transitati per la nostra stessa avventura umana. Nella Chiesa non c’è un lutto che resti solitario, non c’è lacrima che sia versata nell’oblio, perché tutto respira e partecipa di una grazia comune.

Pregare per gli altri è il primo modo di amarli e ci spinge alla vicinanza concreta. Anche nei momenti di conflitti, un modo di sciogliere il conflitto, di ammorbidirlo, è pregare per la persona con la quale io sono in conflitto. E qualcosa cambia con la preghiera. La prima cosa che cambia è il mio cuore, è il mio atteggiamento. Il Signore lo cambia per rendere possibile un incontro, un nuovo incontro ed evitare che il conflitto divenga una guerra senza fine.

Il primo modo per affrontare un tempo di angustia è quello di chiedere ai fratelli, ai santi soprattutto, che preghino per noi. Il nome che ci è stato dato nel Battesimo non è un’etichetta o una decorazione! È di solito il nome della Vergine, di un Santo o di una Santa, i quali non aspettano altro che di “darci una mano” nella vita, di darci una mano per ottenere da Dio le grazie di cui abbiamo più bisogno.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210407_udienza-generale.html

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Dall’udienza generale di oggi 14/04/2021, Papa Francesco che ci parla, ci spiega l’importanza della preghiera

Nel link sotto potete leggere tutta l’udienza, è pura bellezza!

“L’abito della fede non è inamidato, si sviluppa con noi; non è rigido, cresce, anche attraverso momenti di crisi e risurrezioni; anzi, non si può̀ crescere senza momenti di crisi, perché́ la crisi ti fa crescere: è un modo necessario per crescere entrare in crisi. E il respiro della fede è la preghiera: cresciamo nella fede tanto quanto impariamo a pregare. Dopo certi passaggi della vita, ci accorgiamo che senza la fede non avremmo potuto farcela e che la preghiera è stata la nostra forza. Non solo la preghiera personale, ma anche quella dei fratelli e delle sorelle, e della comunità̀ che ci ha accompagnato e sostenuto, della gente che ci conosce, della gente alla quale chiediamo di pregare per noi.

..Nel Vangelo di Luca, Gesù̀ pone una domanda drammatica che sempre ci fa riflettere: «Il Figlio dell’uomo, quando verrà̀, troverà̀ la fede sulla terra?» (Lc 18,8), o troverà̀ soltanto organizzazioni, come un gruppo di “imprenditori della fede”, tutti organizzati bene, che fanno della beneficenza, tante cose…, o troverà̀ fede?

.. La lampada della vera fede della Chiesa sarà sempre accesa sulla terra finché ci sarà l’olio della preghiera. È quello che porta avanti la fede e porta avanti la nostra povera vita, debole, peccatrice, ma la preghiera la porta avanti con sicurezza. È una domanda che noi cristiani dobbiamo farci: prego? Preghiamo? Come prego? Come dei pappagalli o prego con il cuore? Come prego? Prego sicuro che sono nella Chiesa e prego con la Chiesa, o prego un po’ secondo le mie idee e faccio che le mie idee diventino preghiera?”

 

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210414_udienza-generale.html

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

DESIDERI GRANDI E PREGHIERA!

Bellissimo farsi accompagnare con la preghiera!

Bellissimo riconoscere la forza della preghiera! Forza, non come chiedo-ottengo, ma come abbandono al Padre perché da soli non possiamo tutto. (Vedi gli altri articoli, riguardanti le nostre sottolineature alle udienze del Papa sulla preghiera)

Sabato sera abbiamo lasciato alle sorelle di clausura le preghiere, le intenzioni, i desideri per cui pregare che in molti ci avete scritto.

Vi accompagneranno, pregheranno per voi. Perché il vostro desiderio, la vostra intenzione possa salire al Padre.

Se volete potete anche contattare direttamente le suore, potete scrivergli.

Se volete potete andarle a trovarle. Bellissimo l’incontro con loro! Maestre di preghiera, innamorate di Gesù, che vivono il mondo, nel mondo dai Suoi occhi, dal Suo volto.

Non fatevi spaventare dalla scelta di vita, il loro per sempre in clausura, è uguale al nostro di sposi fedeli ad un unico sposo/a.

Da loro si impara in modo vero, semplice, puro la bellezza dell’amore!

Organizzano corsi, ritiri a cui è bello partecipare, cercale sulla loro pagina facebook.

Fai camminare il tuo desiderio grande! Loro pregheranno per te! Ma tu cammina nel mondo rispondendo Sì all’invito ad amare!

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

LA PREGHIERA – A scuola da Papa Francesco cap.2

Dall’omelia della domenica della divina misericordia. Bellissima!!

Link sotto per il testo completo

È molto difficile essere misericordioso se uno non si accorge di essere misericordiato.

Gesù arriva e ripete due volte: «Pace a voi!». Non porta una pace che toglie i problemi di fuori, ma una pace che infonde fiducia dentro. Non una pace esteriore, ma la pace del cuore.

Quei discepoli sfiduciati vengono rappacificati con sé stessi. La pace di Gesù li fa passare dal rimorso alla missione. La pace di Gesù suscita infatti la missione. Non è tranquillità, non è comodità, è uscire da sé. La pace di Gesù libera dalle chiusure che paralizzano, spezza le catene che tengono prigioniero il cuore. E i discepoli si sentono misericordiati: sentono che Dio non li condanna, non li umilia, ma crede in loro.

Per Dio nessuno è sbagliato, nessuno è inutile, nessuno è escluso. Gesù oggi ripete ancora: “Pace a te, che sei prezioso ai miei occhi. Pace a te, che sei importante per me. Pace a te, che hai una missione. Nessuno può svolgerla al tuo posto. Sei insostituibile. E Io credo in te”.

Non viviamo una fede a metà, che riceve ma non dà, che accoglie il dono ma non si fa dono. Siamo stati misericordiati, diventiamo misericordiosi. Perché se l’amore finisce con noi stessi, la fede si prosciuga in un intimismo sterile. Senza gli altri diventa disincarnata. Senza le opere di misericordia muore (cfr Gc 2,17). Fratelli, sorelle, lasciamoci risuscitare dalla pace, dal perdono e dalle piaghe di Gesù misericordioso. E chiediamo la grazia di diventare testimoni di misericordia. Solo così la fede sarà viva. E la vita sarà unificata. Solo così annunceremo il Vangelo di Dio, che è Vangelo di misericordia.

https://www.vatican.va/content/francesco/it/homilies/2021/documents/papa-francesco_20210411_omelia-divinamisericordia.html

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Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi parliamo di quella forma di preghiera che è la meditazione.

Per un cristiano “meditare” è cercare una sintesi…

…Tutti abbiamo bisogno di meditare, di riflettere, di ritrovare noi stessi, è una dinamica umana. …È un fenomeno da guardare con favore: infatti noi non siamo fatti per correre in continuazione, possediamo una vita interiore che non può sempre essere calpestata. Meditare è dunque un bisogno di tutti. Meditare, per così dire, assomiglierebbe a fermarsi e fare un respiro nella vita.

…Meditare è una dimensione umana necessaria, ma meditare nel contesto cristiano va oltre: …. Per il cristiano la meditazione entra dalla porta di Gesù Cristo.

…La preghiera del cristiano è anzitutto incontro con l’Altro, con l’Altro ma con la A maiuscola: l’incontro trascendente con Dio. …Cioè meditare è andare all’incontro con Gesù, guidati da una frase o da una parola della Sacra Scrittura.

…Non è possibile la meditazione cristiana senza lo Spirito Santo. È Lui che ci guida all’incontro con Gesù.

…Ecco, dunque, la grazia della preghiera cristiana: Cristo non è lontano, ma è sempre in relazione con noi. Non c’è aspetto della sua persona divino-umana che non possa diventare per noi luogo di salvezza e di felicità. Ogni momento della vita terrena di Gesù, attraverso la grazia della preghiera, può diventare a noi contemporaneo, grazie allo Spirito Santo, la guida.

…Meditare, per noi cristiani, è un modo di incontrare Gesù. E così, solo così, di ritrovare noi stessi. E questo non è un ripiegamento su noi stessi, no: andare da Gesù e da Gesù incontrare noi stessi, guariti, risorti, forti per la grazia di Gesù. E incontrare Gesù salvatore di tutti, anche di me. E questo grazie alla guida dello Spirito Santo.

Dall’udienza di oggi del maestro Francesco, link sotto  X leggerla tutta

https://www.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2021/documents/papa-francesco_20210428_udienza-generale.html

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

45° giornata per la vita!

Oggi una domenica bella! Bellissima!

Una domenica bella come il Natale, dove non c’è spazio per la tristezza, per il grigiore.

Oggi si celebra la vita!

La giornata per la vita non dev’essere volta solo a celebrare l’aspetto della natalità. Tema importante, centrale, radicale. Ma come il Natale non è solo la nascita di un bambino in una mangiatoia ma molto, molto di più.

La giornata per la vita riguarda tutti, perché non solo chi è in gravidanza, chi vive la maternità, chi ha vissuto un dolore neonatale deve sentirsi parte di essa.

Anche tu, vivi e hai il dovere di vivere e non vivacchiare! Anche tu puoi donare vita, puoi aiutare la vita, puoi incoraggiare la vita, puoi custodire la vita, puoi accogliere la vita.

Pensiamo al ruolo dei nonni quando in casa c’è un bambino piccolo.

Pensiamo all’importanza delle coppie di amici affianco nel cammino.

Pensiamo ai bambini, come hanno bisogno di giocare tra loro per vivere la vita.

Pensiamo ai giovani che cercano la bellezza della vita, che vivono l’amore, che si interrogano sulla loro vocazione, che fanno del bene.

Pensiamo ai volontari, agli educatori, …

Anche tu hai il dovere di prender parte alla vita!

Ma cos’è la vita?

Convenite con noi che è qualcosa di importante, un po’ come il cibo o l’acqua. L’uomo ha bisogno di sfamarsi, ha bisogno di bere, ha bisogno di vita e di vivere.

Ma io mangio regolarmente, faccio colazione, pranzo, cena… ma vivo? Genero vita?

Se la vita è importante come il cibo, forse di più, … cosa faccio per la vita?

Cos’è la vita? vediamo etimologicamente cosa vuol dire:

Vita: che è da ricondursi alla radice ariana giv- ed, in particolare, al sanscrito g’ivathas = vita, dove la g’ aspirata è stata sostituita dalla v nel latino arcaico vivita che, a sua volta, si è contratta nel latino vita. Per vita si intende lo “stato di attività della sostanza organizzata”.

Si dice che la vita sia l’unica bolla di resistenza contro il caos, l’unico sistema capace di mantenere costante il livello di entropia (caos…) al proprio interno.

La vita è ciò che ci permette di essere qui ancora oggi a parlare perché qualcuno l’ha donata a noi, perché noi possiamo donarla ad altri. La vita è ciò che non è morto, finito, esaurito, distrutto; la vita è la speranza di un futuro, è immagine di eternità.

Amore e vita si intrecciano, la vita è incatenata all’amore, è unita ad esso e non ci può essere vita se non c’è amore. Ed è folle l’uomo che pretende di vivere senza amare e di amare senza vivere.

Impossibile pensare di non amare, poter dire “io non amo”, io non so cosa sia l’amore. Una persona che vive senza amare non riesce a vivere. Una persona che ama senza vivere è fuori natura perché la natura dell’amore è la vita.

Cos’è allora la vita se non Amare! La spiegazione di ciò che è vita è racchiusa nell’amore.

Vivi tu? Ami tu?

Chi vive ama!

E chi ama vive! E crea vita!

Proviamo a dircelo in un altro modo:

Vita, parola che illumina, come se fosse lo spazio bianco attorno a tutte queste lettere nere di inchiostro, messo a dura prova nel mondo attuale dalle variabili di un mondo che ci sta togliendo la bellezza dell’amore e del sesso, sue parti vitali. Dove sta la bellezza dell’amare se ho paura di far nascere nuova vita? Come un contadino che ara e lavora la terra ma non vuol vedere nascere il frutto del suo lavoro.

Amore vuol dire etimologicamente SENZA MORTE e quindi VITA. Amore è Vita.

La vita è amare e riconoscerci amati, sentirsi amati, e comprendere che la vocazione inscritta nel cuore di ognuno di noi è l’amore, siamo fatti per amare. “L’uomo non può vivere senza amore. Egli rimane per se stesso un essere incomprensibile, la sua vita è priva di senso, se non gli viene rivelato l’amore, se non s’incontra con l’amore, se non l’esperimenta e lo fa proprio, se non vi partecipa vivamente” (Giovanni Paolo II Redemptor hominis n. 10.)

È meraviglioso amare ed essere amati, ma tale fascino non cresce spontaneamente, richiede un impegno di tutte le energie. Bisogna imparare ad amare con il cuore e con il corpo.

Non ami se sei posseduto dal sesso, che brucia in te la vera capacità di amare. Il corpo è mezzo espressivo dell’amore. Non hai amore se sei abbandonato e guidato dai tuoi istinti, intrisi d’egoismo. Non sei libero nel vortice dei sensi, ma posseduto. Solo nella libertà si ama veramente. Dominare l’egoismo e le passioni ad esso legate dovrebbe essere la tua gioia, per far emergere l’autenticità della tua umanità, che è fatta per l’amore.

Solo impegnandoci a comprendere cos’è l’amore diventiamo gaudi, felici, vivi perché l’amore è vita e solo l’amore rende attraente la vita.

Possa la giornata di oggi farci riconoscere che è importante celebrare la vita.

Possa incoraggiarci ad amare per far crescere la vita intorno a noi.

Possa risvegliarci dal nostro sonno in cui viviamo anestetizzati in una vita che non vive. In una vita che vivacchia. In una vita dove i piedi sono in due scarpe. Dove camminiamo ma in una rotatoria dove il bello e il brutto si ripetono ma non si prende mai una direzione. Vivi!

Possa risvegliarci dal vivere appoggiati come parassiti ad un altro, o ad un idolo che non ci fa vivere ma ci toglie vita. Vivi!

Un santo Papa disse una frase semplice un giorno, ma che forse tutti ricordiamo: “Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro!!”

Abbiamo solo questa vita per vivere! Fanne un capolavoro. Non vivendo esperienze estreme, egoistiche, che nascono dal tuo io. Ma vivendo l’amore!! Abbiamo solo una vita per amare! Il capolavoro lo dipingi se pitturi un quadro -per gli altri! –

Ci hai già provato? E sei caduto? Hai fallito?

Rialzati subito! Non hai un’altra occasione. Riparti!!

Non ti abbiamo detto che era facile fare un capolavoro. Anzi te lo diciamo: è faticoso! Ma per questo sarà stupendo…

Concludiamo citando un altro gigante bianco:

“Fa sì che l’amore unificante sia la tua misura,

l’amore durevole la tua sfida,

l’amore che si dona la tua missione”

(Papa Benedetto XVI)

Alla prossima: restare vivi!!

Anna e Ste – @Cercatori di bellezza

Annunciate con gioia la bellezza dell’essere famiglia!!


È questo il titolo che la nostra diocesi di Milano ha dato alla festa della famiglia 2023.

Che c’entra a gennaio la festa della famiglia?
Ma la festa della famiglia non è la prima domenica dopo Natale?
Di cosa parliamo?

Noi siamo della diocesi di Milano, la grande e grossa e particolare diocesi del nord Italia con rito ambrosiano che differisce in alcune collocazioni di date, rispetto alla Chiesa di rito romano.
Nulla di esagerato, abbiamo due domeniche in più di avvento e altri piccoli cambiamenti, tra i quali il festeggiare la festa della famiglia l’ultima domenica di gennaio.

Bello il titolo di quest’anno: ci chiama a dire la nostra quali “cercatori di bellezza”.
Dove sta la bellezza dell’essere famiglia?
È bello sposarsi e avere una famiglia? Dei figli?

A guardare le statistiche, i numeri, un No convinto viene affermato.
Se poi intervistiamo dei giovani, ci accorgiamo che si la scelta della convivenza vince sul matrimonio che oramai è passato di moda. Per costi legati al rinfresco e alla cerimonia? Per paura o perdita del significato di indissolubilità, promessa eterna, laccio indistruttibile che è, e dovrebbe essere il matrimonio rispetto alla convivenza.
Circa il tema dei figli, ci sono sicuramente le difficoltà economiche, il poco o mancato sostegno politico economico statale. Ma davvero basta tutto questo per decidere di non mettere al mondo la vita? Una vita?
Forse c’è il nostro non voler morire a noi stessi, il voler conservare molto dei nostri idoli che non ci fanno vivere il matrimonio come dono d’amore e con esso l’avere un figlio, come esperienza bella.
Dove sta la bellezza dell’essere famiglia?

La società attorno a noi oramai ha compreso che la famiglia non fa più business, lo fanno invece gli interessi personali. Non è più una famiglia a far girare l’economia della società, ma tanto di più può spendere un single, o una coppia senza figli magari carrierista.
La società attorno a noi, NON ha compreso che senza famiglia non c’è futuro. Senza figli manca la vita, il domani.
Senza famiglia manca la culla dell’amore.
Ma che se ne fa un economista che deve trarre il proprio guadagno oggi?
Ci è stata un po’ tolta la bellezza dell’essere famiglia. L’attenzione è stata rubata da altro. Non va più di moda.
Dove sta la bellezza dell’essere famiglia?

Ci guardiamo allo specchio, io e te, che magari abbiamo scelto di essere famiglia, di sposarci, di fare dei figli. E oggi nel 2023, con una guerra che ci tocca più da vicino rispetto alle altre tante non meno importanti guerre sparse qua e là. Con un’inflazione che ha fatto salire il costo di tutto, cibo, benzina, bollette e ogni cosa tu potevi pagare. Non lo stipendio che ricevi. Ci guardiamo allo specchio, la sera in cui litighi con tua moglie, con tuo marito, la sera che i tuoi figli non ti ascoltano, piccoli o magari adolescenti con cui non riesci a comunicare, la sera in cui fatichi ad essere sposa, ad essere marito, ad essere padre o madre. Forse te lo domandi anche tu: dov’è la bellezza dell’essere famiglia?
È una fatica grossa, grande, essere famiglia.
Tante famiglie sono sole, senza nonni o famigliari vicini, si son dovuti magari spostare per ragioni lavorative. Tante sono le notti in bianco, nel contratto bimbo che nasce. Tanti sono i sacrifici, le rinunce. I costi sono più alti in ogni ambito. In alcuni hotel o ristoranti, iniziano ad esserci restrizioni ai bambini. Poi ci sono gli impegni dei figli. I gruppi scolastici o parrocchiali che con whatsapp, attentano al tuo stress. Dov’è la bellezza dell’essere famiglia?

Dov’è?

Proviamo a rispondere. Per noi è racchiusa in una parola: Amore! Amore!
Questa è la prima grande risposta, enorme. Sembra dire poco, ma in realtà dice tutto.
La bellezza dell’essere famiglia sta nell’amore che scorre tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli. È vero, non è sempre così. Ma dobbiamo provare a viverlo.
Si fa fatica?!
Certo! Amare, è la cosa più difficile di tutte!
Possiamo studiare e arrivare ad andare sulla luna ma l’amore è qualcosa di più grande!
L’amore è qualcosa di più bello! Faticoso ma allo stesso tempo unico e bellissimo!

Amare è bello! Chi non vive l’amore? chi non si è mai innamorato? Chi non ricerca la relazione, l’altro per poter donare o ricevere amore?
Ripensa a quando da fidanzato/a ti piaceva quel ragazzo/a.
Ripensa a quando hai dato il primo bacio, te lo ricordi ancora?
Ripensa a quella coppia che hai visto che si amava. A quegli anziani che camminavano mano nella mano.

Ripensa al giorno del matrimonio: lui elegante, lei bellissima, bianca, tutta luminosa. Anche i fotografi son venuti per l’occasione, le donne del paese, le curiose. I fiori a decorar la chiesa, la macchina d’epoca o di lusso. Quanta bellezza quel giorno! Questi son simboli certo! Abbellimenti che fanno salire il contatore.
Il cuore della bellezza stava là sull’altare, poche parole che per i più sensibili fanno scendere le lacrime anche quando il
Matrimonio non è il loro.

Io ….(Stefano) accolgo te …. (Anna Lisa), come mia sposa, con la grazia di Cristo, prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia via.
(Rileggila piano, metti i vostri nomi..)

Eccola la bellezza! Non ci sono parole più belle…
Promessa di amore ed eternità!

Se sei in crisi e ti stai a tirare i piatti, fermati e ripetile. Falle entrare nel tuo cuore.. pensa a quel giorno.
Non vedi ancora la bellezza? Non riesci ad amarlo/a? ..

La forza di questa frase, come nel nostro amore è in quell’Altro che ci permette di amarci. “Io ti accolgo, io accolgo te,”  .. non basta, non siamo tu ed io, io e te ma “con la grazia di Cristo”. È Lui che non ci lascia soli nei nostri litigi o nelle nostre gioie, nelle nostre fatiche e nelle nostre risate. Grazie a Lui, con la sua grazia, la sua forza, la sua presenza possiamo prometterci un amore per sempre!
Non vedi ancora la bellezza? Fai entrare la luce, togliti quegli occhiali da sole, spalanca le persiane e compi un gesto di bene. Donati e lasciati amare, solo così sperimenterai che proprio tra le mura domestiche si incarna l’amore, l’inginocchiarsi e il lavare i piedi, il sedersi e farseli lavare.Torniamo alla famiglia, dove sta la tua bellezza? Riassumiamolo…
La famiglia è guardare alla gioia del primo appuntamento moltiplicata per 1.000
La famiglia è guardare finire tutte le favole delle Disney dove il bene trionfa sul male e si assapora l’eternità.
Chi altro ci parla di futuro certo, chi altro ci promette una gioia infinita?
La famiglia è il viaggio più bello della vita, la vacanza infinita (con le fatiche) ma abitata di amore, di relazione, di sacrificio.

La bellezza della famiglia sta nell’amore! Nell’amore! Amore che vuol dire vita, che vuol dire dono, speranza, gioia, forza.
La fatica sta nel riuscire oggi giorno ad imparare ad amare, ad imparare a farsi dono, a lasciarsi amare, ad accogliere, con l’aiuto di un altro!

La fatica sta nel comprendere cosa vuol dire essere famiglia! Ricerchiamolo… con Santa inquietudine!

Grazie allora a tutti quelli che si spendono per aiutarci ad essere oggi famiglia. Ai testimoni belli, ai sacerdoti e religiosi, ai genitori e alle coppie di amici avanti a noi sul cammino della vita. A questo blog e ad altri amici social e al progetto Mistero Grande che ci plasma e modella alla santità nuziale.

“C’è un’altra cosa che voglio dirvi, forse la più importante: vi incoraggio a prendervi cura del vostro matrimonio e dei vostri figli…
Prendervi cura, non trascurare: giocare con i bambini, con i figli…
Il Matrimonio è come una pianta…non è come un armadio, che si mette lì, nella stanza, e basta spolverarlo ogni tanto…
Una pianta è viva, va curata ogni giorno: vedere come sta, mettere l’acqua, e così via…
Il Matrimonio è una realtà viva: la vita di coppia non va mai data per scontata, in nessuna fase del percorso di una famiglia… Ricordiamoci che il dono più prezioso per i figli non sono le cose, ma l’amore dei genitori…
E non intendo solo l’amore dei genitori verso i figli, ma proprio l’amore dei genitori tra loro, cioè la relazione coniugale…
Questo fa tanto bene a voi e anche ai vostri figli!
Non trascurate la famiglia!”
(Papa Francesco)

Anna Lisa e Stefano – Cercatori di Bellezza