Lettera da Ezio! – Sorreggiamo la fede

 Ciao!    Felicissima santa Pasqua!

           “Gironzolando” alla ricerca d’altro sui siti di internet, mi sono imbattuto in uno scultore,

Sergio Rodella.   Ha preso molto sul serio la Sindone, e, partendo dalla sua accertata tridimensionalità, 

ha ricostruito fisicamente il Corpo di Gesù.  Non e’ il primo, ma l’ esito del suo meticoloso lavoro (del 2022), e’ un autentico spettacolo di Bellezza! : e’ perfettamente corrispondente alla Sindone, e’ un corpo armonico, imponente, di un fascino tutto particolare:

“Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!” : gli dicono le donne nel Vangelo.

E le donne se ne intendono!

Di fatto, bloccando il video su quel Corpo e contemplandolo, mi prende una vertigine inaspettata:

con la Sindone,  Gesu’ ci ha regalato non solo la sua “fotografia” , ma anche la fisicita’ del suo Corpo:  il Corpo di Lui, straziato , morto e sepolto, ma soprattutto risorto!  …. 

Mi prende un brivido : e’ il Corpo della sua temporalita’ , ma anche della Sua Eternita’!

Cioe’ , e la vertigine aumenta, e’ il Corpo della Sua liberta’ assoluta! , non piu’ vincolato dal tempo, dallo spazio, da ogni tipo di necessita’ …  Gia’ camminava sulle acque, ma ora mangia solo per la bellezza della Compagnia con gli Amici …  Lo riconosci solo con la Fede (Maria, Emmaus), ma Lo tocchi (Tommaso) perche’ la Fede si consolidi! : non e’ un fantasma , anche se passa attraverso i muri : e’ vivo davvero! : non e’ una fantasia di donne vaneggianti,  ne’, tanto meno, mia! : son 2.000 anni di persone,  di Popoli,  di un Popolo tutto particolare,  e di Storia!

          Contemplando quel Corpo, il Corpo di Gesu’, la vertigine cresce, si dismisura: “ La realta’  e’ Cristo!” –  afferma senza esitazioni s. Paolo!

Cioe’  tutto l’Universo consiste di Lui!

Cioe’  l’unico Essere necessario,  l’Essere assolutamente spirituale che ha creato le Stelle, si e’ dotato di un Corpo fisico  che delle Stelle e’ il frutto!  : “figlio delle Stelle” come ognuno di noi!

Ha voluto coinvolgersi nella fisicita’ che aveva creato, a partire da quel lontanissimo “ Fiat Lux!”, “Sia la Luce!”,  “ Siano gli scontri atomici e stellari  generanti il carbonio di cui e’ fatta la nostra fisicita’…!”    

Un Misterioso Cammino di Fisicita’ , di Spiritualita’, di Divinita’  a cui,  in Gesu’ , siamo chiamati.  Come Persone e come Comunita’ … : Proprio “a somiglianza“ di Dio, Uno e Trino!

          Forse per questo gli Angeli ribelli si sono ribellati:   

          “Noi, puri Spiriti, adorare una fisicita’ ?!, il Dio_Uomo Gesu’ ?! ”  Non sia mai!”

          Da qui il tremendo scontro dell’Apocalisse… E l’eterna lotta contro di Lui risorto e contro chi Lo segue…

Un giorno, mi trovavo a pregare il Rosario vicino al corpo di Rosa, una mia lontana parente.

Arriva una sua cugina anch’essa molto anziana, semplice, proprio del nostro popolo :

+ Ciao Rosetta   –  le dice, baciandola sulla fronte –   Guarda,  sei ancora bella … Toccava a me, che sono piu’ anziana …      – Sospira e si rivolge a me:

+ …eravamo molto legate da ragazze; seminavamo le patate insieme …  Lei mi portava tutte le cose buone: le castagne, i funghi … Non quelli velenosi, eh!… Sono morti un parente , sua moglie e uno dei figli … Noi no, i nostri funghi erano tutti buoni ….   – Si rivolge ancora alla salma: –  Adesso sei qui …  Che brutta fine che facciamo! …

– Ma poi risorgiamo !  – Le dico sorridendo –  … Muore provvisoriamente solo il nostro corpo!   

+ Mah, chissa’ se  e’ vero!

M’ha detto che va a Messa : allora  lo dice anche lei nel Credo : “ Credo la risurrezione della carne …  la Resurrezione dei morti e la vita che verra’ …”

+ Si’, ma…

Guardi che Gesù e’ risorto davvero! …

+ Questo si’ …

– e ha promesso che anche noi risorgeremo se gli stiamo attaccati … anche il nostro corpo, come il Suo,  riprendera’ vita e saremo davvero contenti per sempre …

La vedo risollevata:

+ Meno male! – esclama –  Allora e’ vero!  …

              Resto sorpreso … Anche la Fede dei semplici ha bisogno di essere sorretta! 

Eppure anche dentro la nostra fisicita’ , come quella di Rosetta,  ci sta dentro tutto il Mistero

grandioso e inesplorabile dello stesso Corpo fisico di Gesu’, straziato, morto, e risorto!.

                    Piu’ che un “Passaggio” ci appare come un vero tunnel  quello della morte fisica!

                    Ma il bello, il grande, il Mistero immenso, e’ che questa “Pasqua_Passaggio”  alla

      Vita  e’ certa!  anche  per me e per te!     Auguri grandi!  e gioiosi!

                  

Ciao!    Ezio

Canta dall’Ariston: mio marito!

Anche quest’anno siamo giunti nel pieno cammino quaresimale, quasi senza accorgerci del tempo che passa, immersi nella quotidianità che quasi se ne fa un baffo se per noi questo dovrebbe essere un tempo più lento, fatto da digiuni non solo per il nostro stomaco ma anche per il nostro inquieto camminare; un tempo fatto di silenzio e soprattutto di ascolto! Ma ascoltare cosa? Ascoltare chi? Vi riproponiamo un articolo dello scorso anno, condividendo con voi quel tempo speciale che dovrebbe essere intriso di Ascolto!

Buona lettura!

Leggendo le letture che ci hanno accompagnato la scorsa settimana ci siamo accorti che c’era una parola che si ripeteva: Ascolto. Che bello! La Parola che ci guidava all’ASCOLTO, che ci dice che abbiamo gli strumenti per vivere una vita buona, una vita che profuma di santità, una vita che sa di salvezza, una vita che porta frutto.

È una Parola che la Chiesa ci dona in questo tempo di preparazione alla Pasqua, una Parola che è guida nel cammino; come dei cartelli stradali che giornalmente vediamo percorrendo il sentiero verso quel monte, dove l’amore prende la forma di una croce, dove l’amore prende la forma di due braccia aperte che ci accolgono e si gettano al nostro collo, dove l’amore diventa totale

Vediamo i “cartelli” della settimana scorsa:  

Martedì 02/03 Isaia 1,10.19 ..”Ascoltate la parola del Signore,..” …“Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra..”

Mercoledì 03/03 Geremìa 18,19   ..”Prestami ascolto, Signore..”  ..  – Mt 20, 17..”mentre saliva a Gerusalemme, Gesù prese in disparte i dodici discepoli e lungo il cammino disse loro”

Giovedì 04/03 Vangelo Luca 16, 29,.31 ..”Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro.”.. “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti».”

Sabato 06/03 Vangelo Luca 15,1 “In quel tempo, si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo.”..

Il cartello che vediamo ripetersi è: “Ascolto”, “Ascolta”, “Ascoltate”, “se ascolterete”, “ascoltino”.. è quello Shemà Israel, primo comandamento per il popolo di Israele, “… Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore (Mc 12,29).

Perché vi sottolineiamo questo ASCOLTO? Proviamo ora a leggere quei cartelli, come se si rivolgessero a noi coppia, alla nostra vita di sposi, toccando nel concreto della casa domestica la nostra relazione duale di ascolto. È presente fra noi sposi, tra me e te questo cartello, questa parola? Sicuramente è presente e concreta verso i figli: quante volte gli diciamo “non mi ascolti?”, “ascoltami”, sperando o pretendendo che ci ascoltino? Il nostro chiedere ascolto ai figli se ci pensiamo è proprio specchio di quell’indicazione, di quell’ascolto che anche noi dovremmo prestare al Padre, ma che, come i nostri figli, magari non diamo. 

Ma quello che ci interessa, e torniamo li, è l’ascolto che dai a tua moglie, a tuo marito. Quell’ascolto fra mille rumori e cose da fare, in uno spazio di tempo ridotto. Quando si rientra a casa dopo il lavoro, oppure prima, dopo, durante cena. Quanto tempo è? Fermati ora a pensare: ascolto mia moglie? Ascolto mio marito? ….

Magari l’ascolti mentre giochi coi bambini, magari mentre dai la pappa al più piccolo o mentre cerchi di ascoltare i suoi bisogni o mentre gli parli. Magari tua moglie che parla ed ascolta mentre controlla tre pentole e prepara le verdure. È questo l’ascolto che ti è chiesto? Forse diamo maggiore ascolto alle notizie del telegiornale, o alle canzoni di San Remo!! ma a tuo marito? A tua moglie? Quanto e quale ascolto dai?

Vi lanciamo ora anche un parallelismo, riprendendo quella Parola dalla quale siamo partiti, elevando la bellezza dell’ascolto tra marito/moglie, all’ascolto della Parola di Dio: se la domenica mattina ascoltassimo la Parola, giocando con nostro figlio, cucinando su tre fornelli, guardando il telegiornale sul cellulare in chiesa. Cosa rimarrebbe in noi di quell’ascolto? Di quella Parola di Dio? Di quella omelia? 

Certo in casa ogni sera la dinamica della vita domestica non può essere quella della domenica mattina in chiesa. Ma è bellissimo pensare che l’ascolto che dovremmo mettere tra me Stefano e Anna Lisa sia più importante dell’ascolto che mettiamo a messa la domenica, o alla riunione di lavoro, o col cliente, o coi figli, o con gli amici, o alla partita in televisione. Capite che ascoltiamo meglio, più attenti altre voci che ci circondano e riduciamo l’ascolto dell’amato ad un momento secondario. Ancora mi ridomando: Io come ascolto mia moglie? Ci sembra doveroso e bello sottolineare come è primario l’ascolto vero! Fatto con calma e disponibilità! Mente libera! Cuore aperto verso l’amato!

Che bello pensare che quei cartelli “Ascolta” a bordo strada in questa quaresima, non siano per dirci solamente di ascoltare la Parola di Dio, di ascoltare quel Compagno di viaggio che ci indica la strada, ma siano lì per ricordarti che su quel sentiero verso la Pasqua sei con il tuo sposo, con la tua sposa, e quindi ascolta lui, camminate dialogando tra di Voi, donandovi del tempo di ascolto speciale tra voi.  Segna sulla tua agenda: omelia= ascolto della moglie! Oppure: canta dall’Ariston, mio marito! Oppure: Telecronaca di mia moglie! Oppure: moglie = riunione col capo! (Forse questo è vero… )

Affinché il nostro matrimonio, il tuo matrimonio arrivi alla Pasqua, arrivi su quel promontorio dicendo: Wow! Buona Pasqua! Che bello il nostro matrimonio! Che bello essere risorti di un amore vero! 

Donati dell’ascolto, donati del dialogo speciale a tre, te, il tuo sposo e lo Sposo. Te, l’amato e l’Amore!

Innanza il tempo e i gesti che compi ogni sera in casa col tuo sposo, ai gesti che compi la domenica in Chiesa; mettici la stessa cura, la stessa attenzione. Solo così vivrai la Chiesa domestica, vivendo in casa l’Eucarestia, vivendo in casa la sera l’ascolto, vivendo in casa il perdono, vivendo in casa la bellezza di quell’amore che è dono totale.

Is 1, 18-19  “Su venite e discutiamo”, dice il Signore. “Anche se i vostri peccati fossero come scarlatto, diventeranno bianchi come neve, se fossero rossi come porpora, diventeranno come lana. Se sarete docili e ascolterete, mangerete i frutti della terra”. 

Buon cammino in Ascolto

By Cercatori di Bellezza

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Il litigio di coppia e come uscirne.

Tu non litighi mai vero? Tu non ti sei mai scornato con tua moglie? Il vostro matrimonio è tutto rose e fiori da non doversi mai dare spiegazioni? Preoccupati! 

Si hai capito bene preoccupati! 

Un amico frate all’inizio del nostro fidanzamento, quando lo andavamo a trovare ci chiedeva solo una cosa, non come state? Ma: vi state scornando? Vi siete scornati? Avete litigato? 

Era un frate gufo? Be l’abito era marrone scuro, ma non tifava che ci lasciassimo, ed essendo un frate, che ci poteva guadagnare? 

Ma allora perché quella domanda? Perché il litigio di coppia è importante? è importante viverlo? attraversarlo? 

Il litigio nella coppia è quel venerdì santo, in cui purtroppo ci gettiamo le mancanze, i tradimenti di Giuda, i rinnegamenti di Pietro, i nostri gesti d’amore non fatti, le dimenticanze, gli errori che la vita ti porta a compiere. In quel venerdì c’è il tradimento e il pentimento di Giuda (Mt 27,3-4) che torna dai sacerdoti, e vuole ribarattare l’amore. In quel venerdì c’è la vergogna di Pietro che voleva amare ma non è stato capace ed è scivolato davanti alla paura, alla tentazione, al cornuto che gli offriva tutte le facili tentazioni davanti a cui un normale umano, è normale che caschi. In quel venerdì santo c’è il silenzio della morte, c’è quel silenzio che si prova solo quando ci si accorge di aver perso una persona amata, dove non esiste scorciatoia, conforto, medicina che ti risolleva. 

Nel litigare ritroviamo quindi il tradimento, il tentativo di rimediare, la vergogna, la paura, il silenzio, la fuga. 

E allora? Perché allora il litigio è importante? Perchè ci mostra per quello che siamo, ci mostra nei nostri punti deboli. Ma soprattutto perché è attraversando quel venerdì, quel litigio, quella morte, che oggi noi celebriamo la Pasqua, che noi celebriamo la vita. Non si può pensare di vivere una relazione da famiglia del Mulino Bianco; a volte purtroppo le differenze, gli sbagli, ci portano a litigare, ci portano a mostrare quel lato del cuore ferito e arrabbiato che deve compromettersi per vivere con un altro io che non è come lui. Meno male allora che mostriamo quel lato di noi che è realtà vera, non mascherata dai nostri pensieri, sentimenti, gesti. È forse da questo mostrarsi per ciò che siamo veramente che si possono costruire relazioni con una solida base. 

Non so se hai capito, ma ti stiamo dicendo: che se ieri hai litigato con tua moglie, È una cosa buona. C’è una Pasqua che attende proprio te. 

Ok, ma se ieri ho litigato con mia moglie, ora che faccio? 

Questa sera torno dal lavoro con dei fiori? La porto fuori a cena? Torno e mi inginocchio e le chiedo scusa? Faccio io il cambio dell’armadio o le pulizie i prossimi sabati? 

Più o meno! Come vedi sappiamo già che per farsi perdonare bisogna amare di più. Bisogna che ci sia quella richiesta di perdono, accompagnata da un gesto che prova a rilanciare l’amore. 

Diciamolo in modo più corretto: 

Per uscire da un conflitto bisogna guardare a quanto l’altro ha fatto di bello per me. Solo così rincorro la voglia di amarlo di più, solo riconoscendo l’amore che l’altro mi ha donato e non l’errore che ho visto, posso ripartire ad amare e sanare quella ferita. 

Per uscire da quel litigio, devi provare non a guardare quell’errore, non a guardare che si è dimenticata di farti da mangiare, che non ti ha sentito mentre gli dicevi quella cosa, che si è rivelato un orso insensibile, che ti dà poche attenzioni, o che lascia la cucina in disordine o il bagno sporco. 

Ma fai come al lavoro: c’è un errore sul computer? spegni e riaccendi. Funziona nel 95% dei casi. Ossia stacca e riparti, riaccendi guardando alle cose belle che ha fatto per te. Resetta, cancella l’errore e ricarica tutto il programma, ma quello che funziona. Il computer non ricaricherà l’errore, non farlo neanche te. 

Prima di arrivare a quell’errore, a quella dimenticanza, a quella caduta, ci sono tanti gesti d’amore precedenti che tu non vedi. Perché il giorno rosso sul calendario lo notiamo tutti, ma quelli blu sono addirittura cinque e non li notiamo mai. 

Solo spostando lo sguardo su quanto amore ti ha provato a dare, e non hai visto, riesci ad uscire subito da quell’arrabbiatura, dal quel litigio. 

Non fare lo sbaglio di rivangare, da un errore andare a prendere tutti gli altri errori passati, quegli scheletri nell’armadio, che tu hai messo e non hai chiarito, non usare quel litigio per puntare il dito, perché non è dando i pugni allo schermo del computer che risolvi il problema. Anzi forse lo peggiori. Spegni e riaccendi. 

Ci piace pensare quel momento di conflitto quando sei arrabbiato, come a un teatro dove ad un certo punto cade la quinta e ti trovi davanti le foto del bello vissuto insieme, i gesti d’amore, il filmino del matrimonio, le immagini del parto o dei figli, e quell’arrabbiatura che ti faceva eruttare, si congela. 

Solo allora forse puoi con coscienza comprendere che 

Lui non è il suo errore. 

Lei non è il suo errore. 

Non è facile, perché l’errore brucia, perché l’errore toglie memoria del bello vissuto insieme. Non è facile perché quel muro che cade con la scritta, “scherzi a parte ti amo davvero” non c’è nella realtà, deve esserci nella tua testa! 

Se vuoi uscire da un litigio classico casalingo quotidiano con tua moglie, con tuo marito, non restare fisso sull’errore ma butta giù quel muro e guarda all’amore ricevuto appeso dietro e non visto. 

Se guardi all’amore, uscirai dal litigio volendo amare di più. È quello che è successo a Gesù con Pietro. Non guardare a Pietro ma a Gesù. È Gesù che è stato tradito ma ha saputo posare lo sguardo su Pietro che lo aveva rinnegato, ricordando quanto Pietro aveva fatto con Lui. L’ha saputo guardare amandolo. Avete visto cosa è successo a Pietro? Colui che ha rinnegato è diventato lo sposo più grande. Ci vuole l’impegno di entrambi. Giuda traditore di Gesù, al contrario di Pietro non ha voluto più incrociare lo sguardo di Gesù. Ma Gesù che è amore lo guardava con gli stessi occhi di misericordia, di perdono. Ci vuole che chi tradisce chieda perdono e si lasci ri-amare, e chi è tradito non guardi all’errore ma all’amore e doni misericordia.

Certo poi è importante riflettere sul litigio, dialogare, conoscersi, ascoltarsi, crescere e cercar di non ripeterlo. Ma alla base c’è un amore misericordioso che guarda all’amore e non all’errore! 

Ecco amore misericordioso, che non si vive quindi solo nel confessionale, che non è solo un dogma della chiesa, ma che parte dal concreto vivere, da due sposi, dal perdono in casa tra moglie e marito, tra e con i figli, con gli amici. È importante che la riconciliazione si viva dalla casa, che fin dalle mura domestiche si utilizzi la parola “perdono”. 

Concludiamo qua, perché lo spunto crediamo sia ben ricco. Per capire al meglio questo articolo l’unico modo è litigare! Quindi buon litigio!! 

Ps. Non serve un grande tradimento, basta il piccolo litigio quotidiano.