Forte come la morte è l’amore!

Vogliamo ripartire da questo titolo, da questa espressione che prendiamo in prestito dal nome di un corso che a gennaio si terrà ad Assisi con la pastorale familiare. 

Perché questo titolo? Che centra con noi? 

Ci siamo accorti che ci stavamo facendo abitare dalla morte, rinchiusi in quei sepolcri che purtroppo son come tombini aperti dove cadi dentro e fatichi ad uscire. 

Un sacerdote profetico a cui vogliamo un gran bene, anni fa ci disse: “se vi volete dedicare ad essere servi e testimoni del mistero grande del matrimonio,  sappiate che state scegliendo di incamminarvi su una strada pericolosissima. Preparatevi alle tentazioni e alla fatica” 

All’inizio non capimmo, poi il sacerdote ci motivò e ci spiegò dove e come si muove la mano dell’angelo caduto dal cielo. 

In quegli anni vivevamo con gioia l’essere sposi novelli, la bellezza del testimoniare, dell’aprire le porte di casa, dell’offrire il nostro tempo in servizio alle coppie..etc. 

Poi siamo caduti nel tombino della morte: l’essere una famiglia che cerca di raccontare con la vita la bellezza di essere sposi, genitori, dell’amore e del sacramento matrimonio ci ha posto davanti alle tentazioni del cornuto. 

Amicizie perse per “colpa dei social”, legami tagliati e mai purtroppo ricuciti nonostante il perdono sia esperienza centrale nella vita dei cristiani. Attacchi da amicizie e realtà sociali. Cattiverie, malelingue. E poi c’è la gelosia, l’invidia, che ci ha chiuso tante porte, che ti tiene lontano, che ti esclude, che non ti fa essere accolto, perché se PROVI a vivere con maggiore convinzione l’essere cristiano, o l’essere sposo, l’essere famiglia, l’essere felice perché amato, la gente non ti vuole. Dai fastidio perché con il tuo vivere metti in discussione il loro vivere. 

E allora ci siamo nascosti, come il quel sepolcro, in cui si rinchiudono i morti, in cui il cornuto vince. Perché lui vuole proprio questo che la vita, l’amore, la coppia, muoiano. 

Una coppia di sposi è testimone in carne dell’amore di Dio, è volto dell’amore di Dio, (prendiamo in prestito le parole di un sacerdote) “Il matrimonio è un riproduttore di dinamismi trinitari che oggi giorno sennò si faticano a vedere. Solo Dio e’ per sempre, quindi scegliere di amarsi per sempre e’ scegliere un amore che è destinato a crescere come l’amore di Dio. 

Il matrimonio è partecipare dell’infinito amore amante di Gesù Cristo”. 

E allora capite perché l’angelo del male ci vuole far cadere nei tombini della morte? 

Ora capite la bellezza di quel titolo? Lo vedevamo rimbalzare tra le pagine social: “Stefano, Anna: forte come la morte è l’amore”. 

Lo scriviamo anche a te che stai leggendo perché risuoni anche nel tuo cuore: PIÙ FORTE DELLA MORTE È LA VITA E’ L’AMORE! 

Non lasciate che il cornuto vi chiude in una stanza: la vita ha vinto e vincerà sempre! Uscite ancor a testimoniare con la vita la bellezza dell’amore, del maschile e del femminile, della vita che nasce, della tenacia nel momento nella prova perché il Signore è con noi SEMPRE! 

.. to be continued .. a presto e buona domenica 

Che fine hanno fatto i cercatori di bellezza? 

Si stanno a rilassare? Son scomparsi? No! Estinti? Nemmeno! Silenziati? Forse sì. Ma tranquilli non siamo mai fermi, sempre in viaggio, sempre in ricerca di quella Bellezza che vorremmo prenda il gusto della santità perché è a quello che dobbiamo tendere.

In questo tempo stiamo vivendo la dimensione bella dell’essere famiglia, dell’essere sposi, dell’essere genitori che cercano di portare avanti tutti gli impegni, tutti gli imprevisti, il lavoro, la casa e le relazioni nelle brevi e intense giornate che ci son date per correre, per amare, per vivere. 

Purtroppo il tempo corre veloce e in questo momento non si ha fortunatamente il tempo per stare con il cellulare in mano, per scrivere articoli, post, stories, reel. Imperdonabile sarebbe sprecare il tempo di un abbraccio a tua moglie o per giocare con i figli, per seguire i social. 

Questo tempo non tornerà più, nessuno ci ridonerà il tempo in cui il Tommy sbiascica parole che non comprendiamo, nessuno ci ridarà i nostri 35anni (che oramai non son più), nessuno ci ridarà il tempo delle attenzione a superPippo. Per questo e altri motivi che vi diremo nei prossimi post, abbiamo rallentato ad essere influencer dell’amore. 

Noi puoi comunicare agli altri amore se non curi, vivi, custodisci quell’amore in primis con Gesù e nella tua vocazione. 

Ma oggi, in questo tempo social che ci siamo riusciti a prendere vi ridiciamo che non c’è nulla di più bello dell’amore, dell’amare e lasciarci amare, del vivere la paternità e la maternità, di vedere la vita crescere. Che dono grande i figli, ma anche un marito o una moglie. Doni, come la vita stessa, ricevuti gratuitamente che abbiamo il compito di custodire e far crescere, pur sapendo che nulla ci appartiene. La parola di Dio nel libro di Giobbe ce lo ricorda: “il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore”. 

La bellezza si trova nascosta nel riuscire a vivere in pienezza la propria vocazione! Nel momento in cui deviamo dal nostro essere sposi, dal lasciarci amare, dall’amare la nostra vita e dal donarci agli altri, ai figli, andiamo in difficoltà e iniziano i casini, le paure, gli errori. 

Dobbiamo vivere la nostra vocazione con letizia, come faceva quel Santo Francesco che ancora oggi dopo tantissimi anni ricordiamo e preghiamo. Non si arriva dall’oggi al domani a questa pienezza ma è una ricerca continua con tutte le fatiche e le croci sante che ogni giorno decidiamo di portare e amare. 

Ricercate questa bellezza e la vita assumerà un gusto diverso. 

E poi… to be continued 

CIÒ CHE VALE – MISSIONE FRANCESCANA 2024 MARIANO COMENSE

Giorni di Grazia, pieni di *annuncio* di una Parola, *scoperta* di una Presenza, di *gioia* , di *incontro* con i fratelli, di *fraternità* che unisce , di *scandalo* per un annuncio che destabilizza e di tantissima *Luce* nei volti, nei cuori, di chi ha ascoltato, di chi si è fatto incontrare e di chi ha speso questi giorni per portare Cristo tra la gente e annunciare che esiste qualcosa per cui vale sempre la pena vivere!

L’annuncio più grande, la notizia più sconvolgente, la realtà più incarnata è che Gesù è Risorto! Ed è Vivo! CRISTO E’ VIVO!

Te lo ripetiamo anche noi, una coppia di sposi, semplice, di cristiani qualunque.

E la notizia che sconvolge è che la sua Resurrezione è anche la tua! Gesù vive, e ti vuole vivo! Con lui! Ora! Perché la morte non ha l’ultima parola sulla tua vita! Di fronte alla tua più grande morte, quella situazione che ti tiene bloccato, che ti fa stare male, che non ti rende libero, che ti opprime e ti fa vivere nella convinzione che nulla abbia più un senso nella tua vita, ora non devi più avere paura! Non sei da solo a portare il tuo dolore. Il Figlio di Dio si è fatto inchiodare ad una croce perché tu non ti sentissi più solo. E solo morendo per te, ha potuto ridonarti la Vita, quella Eterna, quella che già ora se vuoi anticipa il Cielo.

Dio, per capire quale fatica affronti da uomo: una perdita di lavoro, una relazione ferita, un tradimento, problemi con il tuo corpo, una malattia, .. etc. Ha deciso di farsi uomo, come te. E per salvarti dalla tua fatica ha deciso di farla sua, accogliendo la nostra fatica o paura più grande, quella della morte. Lui ha scelto, deciso, di morire: abbandonato dagli amici, lasciato solo da suo Padre che poteva tutto, odiato dalla gente, che aveva guarito. Accusato ingiustamente. Tradito con un bacio.

Deriso, violentato, picchiato. Hanno inneggiato alla sua morte. Peggio non c’è! Per capire la tua fatica, lui ha provato la peggior fatica!

Ma sceso negli inferi è risorto, lasciando il conteggio matematico dei morti incompiuto.

Per amarti! Tutto quello solo per amare te!

Lasciati andare, continua a lasciarti andare ad un Amore Grande che avvolge, sconvolge, e ti coinvolge.

Noi questa Luce che trasfigura, l’abbiamo vista ancora una volta nei bellissimi incontri fatti in questi giorni, nei tempi preziosissimi di ascolto e preghiera davanti al Santissimo. Nel sacramento della Riconciliazione che deve assumere l’importanza del pane quotidiano per un cristiano, nell’Eucarestia, nell’ascolto delle catechesi serali.

Ancor più la Luce ha abitato la nostra casa, e si è fatta viva e presente nei missionari che l’hanno abitata, che non solo ci hanno condotto dentro la Bellezza di questi giorni, ma ci hanno mostrato ciò che davvero Vale!

La missione al popolo si è conclusa, i nostri ospiti sono ritornati alle loro case e quotidianità. Negli arrivi c’è sempre un po’ di emozione, nelle partenze c’è sempre tanta commozione. Oggi in casa respiriamo una bellissima sensazione di nostalgia, che ci porta a ringraziare per i giorni appena trascorsi e a desiderare di viverne tanti altri con La stessa intensità.

Perché poi in fin dei conti la vera nostalgia che ci abita è quella di Dio.

Questa è un’altra grande verità: siamo fatti per nascere da amati, vivere per amare e continuare a vivere per Amore più vivi che mai!

Il nostro Filippo a conclusione di questi giorni ha condiviso con noi poche parole, ma quelle più importanti, perché ti danno il gusto di quello che viviamo e ci hanno aperto il cuore alla grazia. “…come i frati che non hanno i soldi, ma sono FELICI”.

Nulla mai per meno di questo!

Che la missione continui nelle nostre case, nei nostri luoghi di lavoro, di studio. Ovunque ci troviamo. Perché Gesù è Vivo!

FIDANZAMENTO, A DISTANZA? – CAPITOLO 2

Ecco a voi gil ultimi semplici consigli per vivere un fidanzamento:

5) SCRIVERE UNA LETTERA.

Hai mai scritto una lettera al tuo fidanzato? Hai mai messo nero su bianco il tuo amore per lei/lui? Gli hai mai raccontato perché ti piace, lo/la ami a parole? Un bellissimo regalo che potete farvi, è quello di fermarsi, mettersi gambe sotto il tavolo, penna in mano e lasciare spazio a ciò che hai nel cuore, concentrarti per lei, per lui. Potendo scrivere quelle cose che magari a voce non riusciresti a dire. Quelle frasi che magari non riusciresti a finire. Che bello pensarvi emozionati, con gli occhi lucidi o lacrimanti a leggere quanto gli hai scritto, a leggere quanto ti ha scritto.

Lasciatevi emozionare dall’amore!

Lo scritto è qualcosa che coinvolge diversamente il nostro modo di pensare e di esprimersi, con lo scritto si può andare in profondità. Scrivendo si cercano le parole giuste, si ha il tempo per pensare quale aggettivo usare per descriverci.

Uno scritto per chi lo riceve è una parola bella che rimane, che può tenere in un cassetto e rileggere tutte le volte che vuole. Una lettera quindi è parola ferma che attraversa il tempo. Che bellezza!

6) LASCIARE SPAZIO

due concetti:

l’AMORE È LIBERO e LIBERANTE

l’AMORE NON È UN CONTRATTO

Vuoi magari perché́ siamo noi possessivi nei confronti dell’altro, e per tanto lo dobbiamo sentire a tutte le ore, quando si sveglia, dopo colazione, quando è in bagno… etc o lo dobbiamo vedere tutte le sere. Diventiamo una simbiosi, due metà incollate l’una all’altra. Il problema è che tu non sei una metà e l’altro non è la tua metà. Siete due interi, che decidono di mischiare le proprie vite, ma in quanto interi è giusto che conservino l’essere uno. I propri hobby, i propri interessi.

Spesso quando ci fidanziamo o andiamo a convivere, entriamo in un mondo nuovo in cui si è soli tu e io, io e tu. E vanno scomparendo tante persone, tanti interessi, tanti hobby.

Vuoi perché́ sicuramente iniziamo a far spazio ad un’altra persona nella vita, che andrà̀ a ritagliarsi uno spazio sempre più̀ importante.

Non si può pretendere che l’altro si annulli in te, ma vi accorgerete che se si vive l’amore, esso stesso piano piano con il passare degli anni diventerà un morire per l’altro che è un donarsi sempre di più liberamente all’altro.

LASCIARE SPAZIO quindi, lo spazio che date all’altro, quella libertà, quella sera o momento libero, torna indietro come amore più̀ grande. Chi ama, lo fa in modo libero. Ed è nella libertà di amore che si riceve, che l’altro vi ama.

In quello spazio che non controllate, l’altro ha tempo di farvi un regalo, di dedicarsi meglio al lavoro o ad un hobby e sarà̀ più̀ libero per voi quando vi vedrete, magari anche più̀ felice di aver coltivato quella relazione o quella passione, di aver finito e raggiunto quell’obbiettivo lavorativo.

7) NON ARGINATE L’AMORE, NON REGOLARIZZATELO.

Il ribaltamento o rischio di quella libertà, di quello spazio di cui parlavamo nel punto prima è quello di regolarizzare l’amore, di stabilire y N quando amarsi e quando no. L’amore che donate all’altro diventa un contratto: martedì̀ sera lui calcetto, giovedì̀ io danza, venerdì̀ birra con amici, sabato (forse noi). Non deve diventare questo, attenzione!

L’amore non può essere arginato! L’amore vive sempre, e cresce nella sua dinamicità̀, se provi a fermarlo muore. Un amore inscatolato muore.

Quante storie che finiscono perché o c’è possesso e non libertà o perché i due si amano a contratto. L’amore non si vive in parte, a part time. L’amore è sempre un contratto a tempo pieno indeterminato, sennò non chiamatelo amore! Ma poi rischierete ferite grandi, perché non è un lavoro che si cambia ma l’amore entra a toccare le corde più profonde del nostro cuore, del tuo io..

Concludiamo:

L’amore è libero e liberante.

Più̀ lasci andare l’amore più̀ torna indietro più̀ grande, più̀ forte.

Più̀ tenterai di possederlo, di viverlo gelosamente, togliendogli spazi e respiri, più̀ ti scivolerà̀ dalle mani, o si atrofizzerà̀ non portando frutto.

8) AFFETTIVITA’

Come vivere l’affettività in un tempo di lontananza, in una relazione a distanza O in una relazione quotidiana?

Sembrerà banale, ma imparando a custodire il nostro corpo. Imparando che in una relazione non c’è solo la sessualità, che ci sono tanti gesti d’amore che posso compiere per far sentire amato l’altro, imparando a gestire l’attesa e a rispettare i tempi dell’altro, perché non sempre l’altro può vivere i gesti che noi vorremmo. Imparando a conoscere il linguaggio di amore dell’altro.

Crediamo che non ci sia nulla di più bello di un periodo di distanza fisica, -di più bello!!- per imparare ad amare l’altro. Per provare l’amore. Per farti guardare allo specchio e capire se ti stai amando!

Le coppie di oggi, per capire se una relazione può funzionare provano a convivere, a passare più tempo insieme, oppure provano a vedere come va a letto, sotto le lenzuola, se anche lì c’è intimità.

Non è così che si capisce se l’altro è dono di amore per me. Ma all’opposto, vivendo la custodia dell’amore. Provando a custodire l’amore anche quando tu non sei con me.

È purificandolo che capisce se l’altro era un passatempo, era un’attrazione, era un sentimento leggero, era un’ancora di salvezza, era un corpo da usare, era un bastone a cui ti appoggiavi, era il tuo tutto, o il tuo malato, il tuo bambino, il tuo giocattolo.

L’amore lo si prova con il fuoco, ricercandolo, rincorrendolo, stando pronti, vigili, attenti!

Cogli l’occasione del tempo di lontananza che magari vivi per imparare ad amare con altri gesti d’amore, per imparare a guardarti allo specchio, per misurare il tuo amore!

9-10-11) Sei arrivato fin qua? Vorresti condividere queste parole con il tuo fidanzato/a, ma a lui non piace leggere ? Nessuna paura le stesse cose, all’incirca, che hai letto in questi 2 articoli li trovi in un video. Visita la nostra sezione Video del blog e clicca sull’immagine.

ciaoo a presto!

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

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Fidanzamento a distanza?

E’ arrivata la primavera, la stagione degli innamorati, la stagione dell’amore e tu in che stagione ti trovi? Sei ancora Single? Ti sei appena fidanzato? Vivi una relazione a distanza? Un fidanzamento fuori comune? Fidanzamento fuori regione? Fidanzamento che era ostacolato dal COVID? Fidanzamento in crisi?

Proviamo in questo articolo e in quello che uscirà venerdì sempre qua sul nostro blog, sui nostri social a darti alcune piccole linee guida, dei semplicissimi consigli che speriamo possano aiutarti a coltivare la tua relazione.

1) IL TEMPO!

Quale tempo dedico alla mia relazione?

Non quanto, ma QUALE… è importante la qualità del tempo.

-Tu puoi stare in casa con una persona ma pensare e fare cento altre cose senza di lei.

Puoi chiamarla e stare ore al telefono con lei, senza dirti nulla del tuo cuore, puoi raccontargli tutti i tuoi eventi come un telegiornale ma non è quello che alimenta la vostra conoscenza, il vostro amore. Dovete parlare di voi, delle vostre emozioni, dei vostri stati d’animo. Di cosa avete provato in quella situazione, di tematiche alte che vi aiutino a conoscervi dal cuore. (“tu cosa pensi della guerra? cosa pensi del flusso di immigrazione? cosa faresti? Come vuoi vivere l’amore? ….) di telegiornarli, di elenchi di notizie: “Oggi ho fatto”, “oggi è successo” ne è pieno il mondo. Dirsi come è il meteo lì, fa caldo o fa freddo, non crea conoscenza, ma dialogo tra persone che si conoscono ma non che si vogliono conoscere in profondità, veramente.

Non vedetevi per sola routine. Perché siete abituati a fare così. Elevate di più il vostro stare insieme, amate di più. Alla lunga quella routine potrebbe stancare o rattristarvi, intrappolarvi nel non poter più cambiare, perché vi siete fossilizzati e ogni cambiamento vi costa fatica non diviene bellezza. Quante relazioni finiscono perchè si è da anni letteralmente seduti sul divano, a te va bene così, a lui va bene così, non c’è più la volontà di conquistare, corteggiare l’altro. Poi però passa un’altro/a fuori dalla porta che con un semplice saluto gli dedica più attenzioni di voi in 8 mesi e ve la/lo porta via. E’ importante la qualità dello stare insieme e dovremmo garaggiare sempre vicendovolmente nell’amarci, anche da sposati! L’aver un fidanzato, un compagno, un marito o moglie non è avere qualcuno con cui passare del tempo ma avere qualcuno con cui vivere attivamente la vita amando, amandolo e lasciandosi amare!

Curate il tempo!!

Sia il tempo fra voi un tempo speciale, bello, unico!

Ci sia la cadenza dell’appuntamento che possa farvi fremere di gioia, nell’attesa e nella preparazione. (Come diceva Il Piccolo Principe)

Ci sia un dialogo intimo del come stai e cosa hai provato oggi negli avvenimenti di giornata, non un telegiornale asettico. E anche un selezionare le cose belle o le fatiche vissute.

Ci sia un tempo per stare e un tempo per fare qualcosa insieme, un tempo per fermarsi e donarsi e un tempo per progettare e vivere la vita!

Ci sia un tempo per amare!!

2) USO DEL CELLULARE!

Come lo usiamo? Come costruisco la mia relazione con te, come la curo?

Sappiamo parlarci solo coi media e poi quando siamo insieme ad amici, o da soli come va?

Vi invitavamo a trovare il tempo di parlare, e a non usare esclusivamente messaggi scritti o vocali, che son più rapidi, veloci, forse anche pratici ma non permettono di entrare nel cuore dell’altro. Imparare a dare il tempo bello speciale al vostro amore, non un tempo qualunque, un tempo che sfugge veloce attraverso un messaggio, ma il tempo del fermarsi a parlare ed ascoltare l’altro, l’amato, al telefono! Trova un tempo speciale per lui, come non lo dedichi agli amici, ai tanti gruppi social, o alle telefonate di lavoro! .. Il culmine è arrivare a dirsi che via cellulare sei più simpatico, perchè tra meme ed emoticon uno ti fa ridere di più, poi quando ti porta a cena fuori vi sedete al tavolo l’uno davanti all’altro e non riuscite a parlare, a guardavi negli occhi, a raccontarvi. Quante volte entrando in un ristorante ci piace curiosare sugli altri tavoli e vedere se la coppia si sta amando o è uscita a cena fuori senza avere nulla da dirsi o peggio ancora guardando i rispettivi cellulari.

3) COSA FARE INSIEME?

La parte più difficile in una relazione a distanza è cosa fare insieme? Spesso lo è anche per chi il fidanzato lo trova al civico affianco. Vediamo entrambe le dinamiche. Cosa puoi fare con una ragazza non in presenza? La distanza vissuta in questi ultimi tempi ci fa vedere quanto può essere difficile vivere alcune esperienze, scuola, lavoro, affetti.

Questa lontananza può farci disperare, rattristare oppure può farci tirar fuori la parte migliore di noi. La nostra fantasia, la nostra creatività, la nostra bellezza di amare.

Se il fidanzato vive al civico affianco, il rischio è di fare tutto insieme, di sapere tutto di lui/lei. Di sedentarsi a vivere la routine della tua vita insieme. Non vivendo l’amore con l’altro ma vivendo quello che facevi prima con qualcuno che è con te.

Oggi vi vogiamo incoraggiare semplicemente ad osare, ad amare di più, a trovare un modo per vivere e fare qualcosa insieme a distanza. Lasciate che la fantasia e la pazzia dell’amore generi la bellezza dell’amore, non fate rallentare il vostro amore da una distanza, non riducete il vostro amore a una macchina rotta, ferma a bordo strada. L’amore è più grande!

Ama e troverai 1000000 modi per stupire l’amore, l’amato.

4) LA PREGHIERA!

La preghiera: vi siete mai chiesti se fra entrare una terza persona nella vostra relazione? Avete mai pensato di farvi aiutare da Qualcun altro nel vivere la vostra relazione di coppia? La preghiera è importante se non fondamentale per farvi crescere nell’Amore. Pregare è lasciare spazio alla vostra relazione con Dio; è lasciare che Colui che vi ha pensato insieme, qui e ora, vi mostri quale Dono siete l’uno per l’altro. Pregare è dire anche solo un semplice Grazie, a chi vi ha fatto il dono di un bouquet meraviglioso. Vivete in coppia con Dio!!

Come avete visto siamo stati rapidissimi, sintetici, smart.

A venerdì con altri semplici consigli che noi terremmo sempre in tasca! Buona giornata!

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Fare l’Amore…ci interessa?

Riprendiamo anche questo lunedì a parlare, a scrivere di sesso e amore.

Siamo ancora qua! A voler guardare alla bellezza che custodiamo da sposi che è l’amore, l’amarsi, il generare vita, l’essere Benedetti in Cristo con il Sacramento del matrimonio, l’essere volto di amore di Dio in quanto uomo e donna che si amano.

Nella bellezza del nostro amore, ci sono dei gesti che compiamo che ci fanno sentire amati. Un abbraccio, un bacio, una carezza, delle coccole. O magari anche il trovare la cena pronta, il portarle un mazzo di fiori o fuori a cena. C’è l’ascolto che è alla base dell’amore! E molti altri.. ognuno di noi possiede un linguaggio di amore e se si impara a riconoscerlo e a comunicarlo all’altro, il proprio coniuge saprà come farvi sentire amati.

C’è poi un ultimo gesto, il più intimo, il più carnale, quello che richiede tutto di te e dell’altro: è il gesto nuziale, l’unione dei corpi, l’amore che si fa carne.

Ora partiamo dal gesto ultimo dell sessualità per poi entrare nel cuore dell’amore.

Culturalmente abbiamo associato il sesso a quella cosa che si fa, ma che al tempo stesso “scandalizza”; è un qualcosa di estremamente intimo, di cui non si parla. È un gesto che ci fa vivere l’amore ma che spesso ci fa porre il dubbio: compio il bene o faccio il male? Dove inizia il peccato?

Quella cosa si può fare? E Quell’altra?

Questo tempo di quaresima ci aiuta a far chiarezza, a mostrarci il bene e il male. Ci mostra come anche Gesù sia stato nel deserto e sia stato tentato.

Giusto oggi, mentre abbozzavamo questi pensieri la Parola di Dio con cui entravamo in quaresima ci parlava dal libro del Deuteronomio di bene e male: “«Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male. …”

Fatte queste premesse, cosa vogliamo dirvi oggi?

Che il corpo ci è dato per la vita e per il bene!

Che il corpo ci è dato per amare! Ma il corpo nel suo insieme!

Non può essere diversamente! È nella nostra natura amare e lasciarsi amare!

Ogni parte del nostro corpo ci dice come possiamo essere amati e amanti.

Le mani, le braccia, ci dicono come farci prossimi all’altro, come mostrare tenerezza. La bocca per dare un bacio e pronunciare parole di bene. Il seno e il ventre per la donna, fatti per custodire e dare nutrimento alla Vita che nasce. Gli organi sessuali ci dicono la nostra diversità uomo-donna, e come questa possa farsi complementarietà attraverso il dono l’uno dell’altro, sottolinenando le virtù che caratterizzano ciascuno di noi: la donna, di natura accogliente e custode, l’uomo che si dona senza riserve, donando la sua parte più preziosa.

Il Nostro corpo, per sua natura, ci dice che siamo fatti per la vita, per il bene, per amare ed essere amati. Il nostro sforzo? È comprendere come usare questo meraviglioso strumento per vivere l’amore!

In forza della vocazione all’amore sponsale, scelta liberamente e nella quale siamo stati Benedetti, abbiamo il compito di amarci, di amare e di consumare quell’amore!

Attenzione però, non l’amore che è sulla bocca di tutti, quello in cui “tutto è lecito”, qui si tratta dell’Amore, con la A maiuscola, quello che descrivevamo brevemente settimana scorsa. (Vai a riprenderti l’articolo, qui o sul nostro blog).

Tutto questo per dirti?

Che il covid è finito! Il tempo della pandemia ci ha permesso, tra le altre cose difficili, negative di vivere dei tempi confinati in casa, in cui c’era (per alcuni) più tempo per amarsi, liberi da impegni, hobby, passioni..etc.

Quando eri adolescenti annusavi come i cani da tartufo in che bar andare a rimorchiare o ad “acquistare un limone”.

Oggi sei sposato e il lunedì hai il mal di testa di inizio settimana, il martedì si sta in ufficio fino a tardi, il mercoledì la champions, il giovedì la serie preferita e per gli juventini l’Europa league, il venerdì birra con amici, il sabato cena fuori e poi son stanco, domenica: bè domani è lunedì. Lunedì lui palestra, martedì lei pilates, mercoledì lui calcetto, giovedì la spesa insieme, venerdì è di magro quaresima, sabato c’è Sanremo.. etc

Vabbè ci fermiamo. Ma avete capito…

Siamo carichi di interessi e passioni ed impegni nostri o dei figli che non c’è più tempo per amare, per fare l’amore..

Non prendiamo neanche in considerazione le fatiche di chi magari lavora facendo i turni o fa spesso trasferte di lavoro.

Ma diteci se non è vero! Oggi non si ha tempo per amare, per fare l’amore.

Se guardiamo il palinsesto calcistico, è chiaro come ora spalmano sempre di più le partite da lunedì a lunedì per fare più audience. Non si gioca più il campionato la sola domenica pomeriggio.

A questo si aggiungono i mille impegni nel lavoro, in parrocchia, nella pastorale, nelle associazioni.

Mentre noi sposi, coniugi: stringiamo, condensiamo il nostro amarci a tempi sempre più brevi.

Il business allarga, ci offre di più rubandoci il tempo per amare.

L’amore restringe, si fa piccolo, lasciando che l’IO abbia la meglio sul NOI!

Così facendo andiamo anche contro natura!

Perché siamo nati per amare! Viviamo nell’amore!

Il mondo ci dice che stiamo meglio se andiamo in palestra due volte la settimana.

L’Amore ci dice che stiamo meglio se stiamo due sere con il proprio coniuge, parlando! Ascoltandoci! Abbracciandoci! Guardandoci negli occhi!

Quando è stata l’ultima volta che ti sei fermata/o e hai guardato 180 secondi in silenzio gli occhi di tuo marito/tua moglie.

Concludiamo:

Usiamo il metro di misura gigante, la riga T che si usava una volta nella lezione di tecnica.

Quante volte fai l’amore con tua moglie, donandoti del tempo per voi due?

Ora scendiamo ad un righello più maneggevole, con la regola della tenerezza di don Carlo Rocchetta:

Una coppia, più si abbraccia durante il giorno e più sta bene, è una coppia felice. Con 10 abbracci al giorno, quella coppia è sicuramente una coppia di sposi felici! Perché si ama nella tenerezza e si sente amata.

Fare l’amore è un gesto alto, che unisce due corpi per farne uno solo. Ma fare l’Amore comporta un insieme di preliminari, di gesti che compiuti quotidianamente dalla mattina alla sera danno all’atto sessuale il suo vero compimento. Ma questo lo snoccioleremo in un altro articolo.

Don Tonino Bello diceva che la Quaresima deve essere non un tempo di rinunce ma un tempo per moltiplicare!

Abbonda nei gesti d’amore, riempi le tue giornate facendo l’Amore… quello con la A maiuscola.

Buon cammino!

A presto, alla prossima!!

Anna e Ste – Cercatori di bellezza

Preghiera, quel tempo che non ho 

Quando è stata l’ultima volta che hai pregato insieme a tuo marito? A tua moglie? 

Quando è stata l’ultima volta che hai pregato insieme alla tua famiglia? Ai tuoi figli? 

Tante coppie denunciano la difficoltà di pregare insieme. Spesso è una forma di pudore che si manifesta all’interno della vita coniugale, nonostante il fatto che i due siano abituati alla preghiera, ma.. individuale. Non ci viene di dire al nostro compagno: “preghiamo insieme?” E se lo si dice e lo si fa, spesso si recitano due preghiere in cinque minuti che magari non danno gusto. Se una cosa non dona gusto, non è bella. Come fai allora a dire “wow che bello! Grazie! Preghiamo anche domani!” 

Come dargli gusto allora? 

Come mantenere l’impegno-gioia di pregare insieme? 

La preghiera dev’essere un appuntamento per vivere un tempo di pace, di grazia, di ristoro, di affidamento, di lode, di benedizione e coraggio. 

La preghiera scaturisce dalla fiducia in Dio e non è un’azione passiva ma attiva, perché capace di trasformare le situazioni di ogni giorno, rinnovandone il significato. 

La preghiera rinfranca la nostra Fede. 

Anche noi, Anna e Ste, abbiamo fatto fatica e ancora oggi fatichiamo ad avere un appuntamento costante, giornaliero di preghiera. Se calcoliamo che col coniuge si passano sotto lo stesso tetto (smartworking a parte..) meno di 12 ore di cui tra le 6 e le 8-9 a dormire e nelle altre 3 c’è magari un pasto, e tutte le cinquanta, cento cose che devi fare in casa, o che ti piace fare in casa o fuori : dal tempo di gioco coi figli, al lavare i piatti, al cane da portar fuori, a quel film che non ti vuoi perdere, al calcio in televisione che oramai è h24, al corso di nuoto, all’ora di yoga.. etc .

Il risultato che si ottiene è che la difficoltà del non pregare insieme, risiede in quel “non avere tempo”. Come non darvi ragione! 

Eppure: cristiani sì, ma senza tempo-preghiera a Dio. È un po’ come dirsi studenti e non andare a scuola. 

Il tempo per la preghiera si deve sempre trovare! 

Il tempo è di Dio e a Lui va restituito, non come privazione di qualcosa ma come riscoperta della priorità dei valori che ridanno qualità alla vita, per intessere rapporti di umanità nuova perché rinnovata in Cristo. 

È sulla base di questo che si può scegliere che “stile di vita” avere, è sulla base di questo che la televisione, l’uso dei social network, gli hobby e tanto altro non diventeranno prioritari o addirittura essenziali alla nostra vita. 

Ricordi quando da fidanzato il tempo per “andare a morosa” (come si dice dalle nostre parti..) lo trovavi? Eppure lavoravi anche allora, forse avevi anche più hobby, certo non avevi le responsabilità e i compiti casalinghi che gravano sui genitori, eppure il tempo c’era. Correvi da lei, da lui anche per poco tempo la sera, o gli donavi il tempo di un telefonata, di una videochiamata che era bella, dava gusto. Ti salutavi dandoti un nuovo appuntamento: “E allora vediamoci anche domani”.

Quel tempo per l’amato, si trovava ed era bello. Perché non si può trovare quel tempo con l’Amore? 

Mancanza di gusto? 

Mancanza di innamoramento con Dio? 

Non abbiamo ricette precise da darvi, per pregare insieme, ognuno da innamorato deve trovare il modo di “andare a morosa” con Dio. 

Chi pregando prima dei pasti con tutta la famiglia. 

Chi con un Pater, Ave, Gloria. 

Chi fermandosi davanti ad una candela, dialogando e pregando con il coniuge. 

Chi recitando un rosario, chi solo una decina. (Siamo nel mese di ottobre.. approfittane.. -vedi articolo di padre Luca Frontali, link in fondo al nostro).

Chi seguendo la liturgia delle ore che la Chiesa ci dona, pregando magari il vespro o la compieta insieme. 

Come vedete tanti sono i modi di pregare, l’importante è trovare quel gusto che ti fa dire: “che bello! Grazie! E allora vediamoci ancora domani”.

L’importante è riscoprire quell’innamoramento con l’Amore che non può mancare nella nostra vita di coppia. 

L’importante è dare tempo alla nostra giornata, perché la mondanità e le leggi del mondo non schiaccino il nostro amore per Dio! 

Noi non siamo del mondo, ma siamo di Dio! 

Pensa se lavoro, hobby, impegni ti avessero fatto perdere la ragazza/o tanto anni fa, ora tua moglie/marito.. cosa avresti fatto? 

Non perdere oggi il tempo per Dio Amore, guardalo come un fidanzato/a, datti una regola di vita, una regola giornaliera, scandendo il tempo e mettendo ordine nelle cose che fai e che possiedi. (tempo televisione, tempo cellulare, tempo hobby). 

Sprechiamo un sacco di tempo, togliendolo a chi ci dona il tempo e la vita! 

La famiglia che prega resta unità. (Papa Francesco) Vorremo tendere una mano, tenderci una mano anche a noi stessi, che spesso non troviamo il tempo con Dio. E lo facciamo così, proponendovi di trovarci da questo lunedì sera 10/10 su Instagram per recitare insieme alle 21.30 il Rosario Mariano, domani martedì 11/10 alle 21.30 la preghiera della sera della Chiesa la compieta, mercoledì 12/10 la coroncina della famiglia, giovedì 13/10 il il Rosario della famiglia, venerdì 14/10 il vespro. Un modo per farci assaporare alcuni dei modi per pregare e “morosare” l’Amore. Lasciando che ognuno cerchi il modo più gustoso e bello per pregare con il proprio sposo/a, famiglia, stando con Lui.

Vi aspettiamo! Stay in Prayer!

Link articolo padre Luca https://matrimoniocristiano.org/2021/10/02/ottobre-mese-del-rosario-ottima-preghiera-di-coppia/